Acri-Anna Vigliaturo, un tavolo tecnico per affrontare il problema randagismo

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Ormai non passa giorno senza la notizia dell’ennesima aggressione di cani randagi. Ieri sulla questione è intervenuta, con una nota, Anna Vigliaturo, consigliera comunale dell’Udc.
“L’ennesima aggressione da parte di un branco di cani randagi a danno di cittadini acresi – vi si legge -, dimostra come il problema del randagismo, pur essendo stato affrontato con la realizzazione dell’oasi canina, non è stato ancora risolto. In giro per le strade ci sono cani randagi che diventano aggressivi perché non trovano cibo e riparo dal freddo, mentre invece dovrebbero essere accolti nell’oasi; nell’ultimo consiglio comunale alle richieste di chiarimenti questa volta la colpa è stata scaricata, non più sulle precedenti amministrazioni, ma su altri enti, in primis sull’Asp, colpevole di tardare a concedere il nullaosta per trasportare cani dal canile sanitario all’oasi, e quindi questo ritardo impedirebbe la cattura sul territorio e l’immissione di altri cani nel canile sanitario stesso, ma anche del governo regionale e del commissario ad acta, che, con leggi e decreti, hanno regolamentato la materia, e forse anche di qualche consigliere comunale che nei mesi scorsi ha sollevato la questione mettendo l’accento su quelli che dovevano essere i requisiti di un oasi rispettosa delle leggi e dei decreti regionali”.
Per la Vigliaturo, “da altre fonti si apprende invece che l’Asp ha messo in uscita un certo numero di cani, ma che mancano i soldi per effettuare il trasporto dal canile all’oasi, la cui spesa è a carico del Comune. Ritengo che la questione del randagismo debba essere affrontata mettendo da parte colpe, sempre che ce ne siano, e senza cercare a tutti i costi meriti ed elogi per chi ha fatto meglio; il problema è serio e non può essere più rinviato, per motivi di igiene, di ordine pubblico e di sicurezza dei cittadini, che non sono più liberi di camminare tranquillamente per le strade della città e aggiungo anche per rispetto degli animali stessi, che andrebbero protetti, accuditi e soprattutto non abbandonati.
Quindi “propongo di istituire un tavolo di lavoro con la presenza del sindaco, del responsabile del settore della Polizia Municipale, del Comandante dei Carabinieri, dei responsabili dell’associazione “Qua la zampa”, dei responsabili dell’Asp, in modo da arrivare ad una tempestiva e definitiva soluzione”.

Da “Il Quotidiano del Sud” del 18-01-2017 Piero Cirino


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