ACRI: Benvenuto a Scarpelli,Basta con l’Impoverimento dell’Ospedale di Acri

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L’assessore comunale alla Sanità, Pasquale Benvenuto, nei giorni scorsi, ha scritto al Direttore Generale dell’Asp, Gianfranco Scarpelli, e, per conoscenza, al Direttore del Coordinamento Consultori Familiari di Cosenza, Nicola D’Angelo, “sulla situazione dei servizi ostetrico – ginecologici erogati dal nostro Comune, nonché comprensorio”.
Per Benvenuto, “all’indomani dell’interessamento e della mediazione con i vertici aziendali da parte della giunta comunale, nella persona del sindaco, quale massima autorità sanitaria locale, e del sottoscritto, per garantire le attività ostetrico – ginecologiche bloccate a metà giugno per una serie di eventi, il Direttore Generale dell’Asp disponeva che, a partire dall’ 01 aprile scorso, i medici ginecologi dell’ospedale di Acri dovessero essere utilizzati presso lo stesso presidio, svolgendo le attività ambulatoriali e di day surgery nell’ambito dei posti letto multidisciplinare, nonché garantire il servizio presso il consultorio familiare di Acri, pur ribadendo che gli stessi medici, temporaneamente impiegati all’ospedale di Castrovillari, potevano essere utilizzati in modo integrato e funzionale.
Il risultato – spiega Benvenuto -, a distanza di più un mese è che il monte ore per le attività ostetrico – ginecologiche dell’ospedale di Acri è stato ridotto a un quarto, le attività del multidisciplinare sospese, le amniocentesi al momento non erogabili e il consultorio contestualmente privo della figura del ginecologo. I medici diAcri vengono utilizzati sostanzialmente a Castrovillari, in virtù di un provvedimento che ha assunto i connotati di un trasferimento d’ufficio e forse definitivo. Quindi da una parte si è dovuto potenziare il personale medico dell’ospedale di Castrovillari, dall’altra si è penalizzato per l’ennesima volta il territorio di Acri.
Le criticità della struttura ospedaliera di Acri sono, come lei ben sa, altre: la Chirurgia Generale non garantisce le urgenze e i ricoveri ordinari, ma solo gli interventi chirurgici programmati e ultimamente sono sospesi, per carenza di anestesisti, con grave nocumento anche per le urgenze – emergenze della Medicina, servizi e soprattutto Pronto Soccorso; riduzione dei posti letto in Medicina Generale, senza attivazione dei posti di lungodegenza; carenza di personale medico e paramedico nei servizi e quello che c’è non riesce a coprire i turni.
Pertanto, lei converrà che l’ospedale Spoke di Acri si è rivelato non un potenziamento, come era stato proclamato, ma, al contrario, un ulteriore impoverimento rispetto alle attività, ai servizi e alle unità operative semplici, previsti nell’ospedale di montagna”.

Piero Cirino
Da “Il Quotidiano del Sud” del 06-08-2014.


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