Acri-Consiglio comunale, acque agitate nella maggioranza

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Una variazione di bilancio, per giunta in entrata, ha impegnato il consiglio comunale, nella seduta di fine anno di venerdì, in una discussione che si è protratta per otto ore e mezza. Del resto, quando si parla di bilancio, i consiglieri comunali sono legittimati anche a parlare del sesso degli Angeli, e questo fatalmente dilata i tempi oltre misura.
Quello sulla variazione di bilancio era l’unico punto all’ordine del giorno, ed è passato con i voti della maggioranza. Per le opposizioni, l’unico a non votare contro, astenendosi, è stato Emilio Turano, che ha deciso di percorrere questa via da un po’ di bilanci a questa parte.
Tuttavia la prima parte, circa un’ora e mezza, se n’è andata per capire come comportarsi in ordine al nuovo quadro di riferimento regionale per il conferimento in discarica dei rifiuti. La Regione, terminato il lungo commissariamento, ha sostanzialmente detto ai Comuni di organizzarsi per conto loro. Sono nate le Ato e le Aro, e già il prossimo 2 gennaio c’è una riunione tra i soggetti interessati, cioè i Comuni, per una prima organizzazione in prospettiva.
Il Comune di Acri ha una percentuale di raccolta differenziata che supera il 65% e cercherà di far comprendere che le tariffe non possono essere livellate, penalizzando i Comuni più virtuosi.
Per quanto riguarda il bilancio, all’interno della discussione è finito di tutto, spesso con argomenti triti e ritriti. Sul fronte politico, nella coalizione che sostiene l’esecutivo Capalbo, lo spunto lo ha dato ancora una volta Luigi Caiaro, che ha assunto, ormai da qualche tempo, un atteggiamento critico rispetto a certe decisioni assunte dalla maggioranza e dall’esecutivo.
Rispondendo al sindaco Pino Capalbo, Caiaro ha spiegato che “la fedeltà è degli animali, la lealtà, anche critica, appartiene invece agli uomini”.
“Acri in Comune”, di cui Caiaro è capogruppo e che annovera anche Giuseppe Intrieri” si è detta poi contraria alla scelta della maggioranza di ricostruire la scuola di Duglia, soprattutto in considerazione degli indici demografici, con una natalità molto bassa nell’intera zona che si estende fino a Sant’Angelo, Gioia e Vallonecupo. Per il resto della maggioranza invece una struttura moderna potrebbe fare da magnete per le iscrizioni anche da altre parti del territorio comunale.

Da “Il Quotidiano del Sud” del 30-12-2018 Piero Cirino


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