Acri-Il Pd alla Vigliaturo, da che pulpito…

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Arrivano attacchi da tutte le parti e il Pd è costretto sulla difensiva. Ieri un comunicato per ribattere.
Sugli Attivisti Acri Cinque Stelle e la polemica sul Palazzetto dello Sport, “è stata questa amministrazione a recuperare i finanziamenti revocati e sempre questa amministrazione si è impegnata ad assumere tutte le vie possibili, anche giudiziarie, qualora si verificassero altre interruzioni dei lavori”.
Sull’intervento di Anna Vigliaturo, “passata alla storia di questa città per aver lasciato al termine del suo assessorato uno dei bilanci più negativi dell’ente e oltre 7 milioni di euro di debiti fuori bilancio, contribuendo in maniera decisiva a far sì che questo Comune finisse in condizioni di dissesto. Una delle ultime persone che potrebbe dunque dare lezioni di moralità a chi oggi invece paga le conseguenze delle sue incapacità amministrative. Ricordiamo tutti – prosegue il Pd – come nella passata campagna elettorale ella ebbe modo di definire “da rabbrividire” il punto programmatico del nostro programma elettorale sui referendum cittadini”.
Nel frattempo “i brividi a quanto pare siano diminuiti fino a quando, nell’ultimo consiglio, questa amministrazione è riuscita per la prima volta nella storia di questo Comune a far diventare realtà questo strumento di partecipazione democratica dei cittadini alle scelte politiche della città. Di fatti anche lei, così come il resto delle opposizioni, ha votato a favore dell’introduzione dei referendum”.
La Vigliaturo, “poi, dopo aver dichiarato la sua non appartenenza a nessuno schieramento politico, condizione che di fatto la porrebbe in teoria libera di partecipare in prima persona a quella stagione collaborativa tra maggioranza e opposizione auspicata molte volte dal sindaco, si è poi lanciata in una serie di invettive contro le prime forze di opposizione che hanno risposto a questi appelli denunciando complotti o fantasiosi accordi già studiati a tavolino”.
Sul decreto Salvini, “la stessa Vigliaturo ha preferito rinunciare a discutere, semplicemente discutere, il merito di un decreto che incide profondamente anche sulle dinamiche dei Comuni e sulle prerogative dei sindaci. Questo ci avvilisce perché è cosa deplorevole “pentirsi” di voler discutere spogliandosi di quello spirito critico dovuto quanto meno agli elettori. Sono questi i comportamenti che ci fanno capire perché alle volte si scelga di denunciare fantascientifici complotti piuttosto che alzarsi finalmente le maniche e scendere veramente in campo per questa città”.
Da “Il Quotidiano del Sud” dell’11-02-2019 Piero Cirino

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