Acri-La Vigliaturo tenta l’impresa, Capalbo di evitare la beffa

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Anna Vigliaturo tenta l’impresa, Pino Capalbo cerca di evitare una beffa clamorosa. Tra i due candidati al primo turno vi sono stati circa 3500 voti di differenza, ma c’erano altri due avversari. Pino Capalbo non ha vinto per poco più di 80 voti, mentre le sue liste hanno messo insieme oltre mille voti in più rispetto al candidato a sindaco. Il voto disgiunto è stato fatale ai fini di una vittoria al primo turno, che ad Acri ha il solo precedente di Pasquale Zanfino nel 1994.
In questi giorni la candidata centrista fa la corte a chi una settimana fa ha scelto Mario Bonacci e Maurizio Feraudo, che sono fuori dalla corsa.
Capalbo ha invece la preoccupazione di rimotivare il proprio elettorato, evitando pericolosi rilassamenti, ma anche un argomento formidabile: comunque vada, la sua coalizione ha la maggioranza in consiglio comunale, con almeno dieci consiglieri su sedici. In caso di vittoria, con il sindaco, sarebbero undici.
Se dovesse prevalere la Vigliaturo, si verificherebbe il cosiddetto fenomeno dell’anatra zoppa, con una condizione, almeno sulla carta, di ingovernabilità.
Intanto si sta procedendo a una più attenta analisi dei voti di preferenza per i candidati al consiglio comunale. Si conoscono già i nomi di quelli della coalizione di Pino Capalbo, e non dovrebbero esservi sorprese di sorta.
Per quanto riguarda invece il resto, qualcosa di nuovo sta emergendo. Secondo voci accreditate, ad esempio, per la lista “Cittadini in movimento”, che appoggiava Maurizio Feraudo, l’unico eletto sarebbe Emilio Turano e non Dario Tenuta, come emerso in un primo momento. Anche per la lista “I moderati di Acri”, a sostegno di Anna Vigliaturo, i giochi sembrano ancora aperti: in soli cinque voti vi sono tre candidati per un solo posto. Da un riconteggio delle schede, sembrerebbe avvantaggiato Cosimo Fabbricatore, che potrebbe essere l’unico superstite in consiglio comunale della ex maggioranza di Nicola Tenuta, sebbene in una diversa formazione.
Fabbricatore, votando le dimissioni con le opposizioni, nello scorso febbraio ha di fatti sfiduciato il sindaco uscente. Dai dati momentanei, sarebbero bocciati Pietro Pettinato, Natale Bruno e Luca Roselli, che nella scorsa legislatura sedevano accanto a Fabbricatore negli scanni della maggioranza. Fuori, per ora, anche Natale Viteritti e Luigi Cavallotti, che la maggioranza l’avevano abbandonata a circa metà strada, per collocarsi dalla parte opposta dell’emiciclo consiliare. Conferme per quanto riguarda invece il primo eletto: è Raffaele Morrone, del Pd, con 388 voti.

Da “Il Quotidiano del Sud” del 17-06-2017 Piero Cirino

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