Acri-Laca, politica locale assente sull’ospedale

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La Laca(Libera Associazione Cittadini Acresi) continua a incalzare la politica locale sulla sanità, in particolare sui servizi e le prestazioni dell’ospedale civile “Beato Angelo”.
“Possiamo dire – si legge in una nota dell’associazione – che dalla precedente amministrazione comunale non siamo stati mai ascoltati, ma anzi combattuti. Ottusamente essa non ha voluto dialogare con i cittadini, perdendo solo tempo e servizi sul territorio”.
Poi, “abbiamo elaborato delle proposte e richieste di incontro, inviate al commissario Scura ed al presidente regionale Oliverio, senza ricevere risposta alcuna. Anche durante la campagna elettorale per le comunali del 2017, tutti a ribadire il rilancio dell’ospedale, ma il giorno dopo le elezioni addio buoni propositi. Abbiamo cercato di interloquire fin da subito con la nuova amministrazione portando sul tavolo del sindaco Capalbo le nostre perplessità e i nostri timori sull’ospedale”.
Infatti, “si sono tenuti incontri a palazzo Gencarelli e in altre sedi, ma le uniche preoccupazioni del primo cittadino sembravano essere le piattaforme per l’elisoccorso e lo spostamento della Saub nei locali dell’ospedale”.
L’idea di spostare la Saub nei locali dell’ospedale “è una pessima soluzione, perché la struttura ospedaliera è nata per accogliere reparti di ricoveri, non poliambulatori”.
Quindi, “ci siamo interfacciati con i consiglieri di opposizione, arrivando ad avere un consiglio comunale aperto sul tema ospedale, preoccupandoci di far pervenire al presidente del consiglio Fusaro una nostra missiva che illustrava la proposta di rilancio dell’ospedale, documento che non è mai arrivato in discussione. Abbiamo fornito la stessa proposta alla minoranza, che ha prodotto l’unico documento poi votato e approvato dall’assise, che ha accantonato l’idea della cittadella sanitaria”.
Ancora, “dopo il consiglio comunale aperto, l’opposizione si è come volatilizzata”. Abbiamo più volte interloquito con il nuovo direttore sanitario, dott. Cozzolino, appellandoci a lui in virtù della sua storia personale e politica. E’ stato aperto e favorevole a tutte le nostre proposte, ma ad oggi ancora poco è stato fatto”.
Infine, “finalmente qualcuno ci ascolta: incontriamo i parlamentari 5 Stelle”, che “si sono impegnati a portare le nostre istanze sul tavolo della commissione Sanità della Camera e di interloquire con il ministro Grillo per avere in considerazione le attuali difficoltà di queste zone disagiate ed un eventuale intervento sul Piano Sanitario Nazionale”. Inoltre, “le nostre rimostranze sono senza colore politico e la nostra associazione senza nessun padrino di appartenenza politica. Nonostante ciò, siamo riusciti a portare il nostro disagio sui tavoli istituzionali nazionali, ma non ad avere interlocutori locali”.

Da “Il Quotidiano del Sud” del 18-12-2018 Piero Cirino

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