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Acri-Laca, sull’ospedale un’altra presa in giro

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Anche la Laca(Libera Associazione Cittadini Acresi) unisce la sua voce al coro di scontenti per il nuovo decreto di riorganizzazione della rete ospedaliera del commissario Scura.
Senza mezzi termini, per la Laca questo è “il colpo di grazia per il nostro ospedale. Infatti, ci sono voluti alcuni giorni e molte compresse di Maalox per “comprenderlo”, ma soprattutto per poter “digerire” la farsa del consiglio comunale andata in scena il 4 marzo scorso. Maggioranza e opposizione, amministrazione come ama definirla il nostro, tutti colpevoli di ignavia e pressapochismo”.
Per l’associazione, “chi ha ascoltato il dibattito, che chiamarlo tale è un’offesa all’intelligenza collettiva, ha perfettamente chiaro il concetto di ventilatore. Infatti, un ventilatore è un modo più efficiente per muovere l’aria, che non aprire bocca e darle fiato, per chi vuol prendere in giro i cittadini. Chi si è recato all’ospedale di Acri, suo malgrado, si è dovuto rendere conto che i casi di media o grave entità, come la febbre alta di un bambino, un principio di infarto, un trauma cranico, una frattura, una emorragia interna, non sono gestibili ad Acri, poiché le condizioni del Pronto Soccorso ed il protocollo sull’emergenza-urgenza impone che il paziente sia “stabilizzato” e sia trasferito in altri ospedali, come quelli di Rossano, Castrovillari o Cosenza, come dire “che Dio ce la mandi buona””.
Acri doveva dipendere da Cosenza – prosegue la nota – , un ospedale Hub, come mai non è stato così?”.
!Noi – scrive ancora la Laca – , forse ingenuamente, avevamo maturato una proposta per il rilancio del nostro nosocomio. Essa può anche essere considerata ambiziosa, incompleta o generica dal punto di vista tecnico, forse utopica, ma nessuno può affermare che non sia stata redatta e presentata ai destinatari, senza essere in malafede. Noi non siamo tecnici, siamo semplici cittadini e, nella nostra ingenuità, volevamo solo dare un contributo alla risoluzione positiva della questione ospedale”. Nonostante le richieste di incontro inviate all’ing. Scura ed al presidente Oliverio, “non abbiamo avuto risposta. Non siamo stati mai invitati agli incontri, in Regione. Non siamo stati nemmeno invitati nell’ultimo incontro del 17 febbraio in Comune, dove erano presenti molte associazioni, partiti, e sindacati, ma non l’associazione che ha organizzato una manifestazione con oltre 5000 acresi arrabbiati per le sorti del nostro ospedale, della viabilità negata, e dell’emorragia di giovani.
Ci chiediamo – conclude la nota – quante altre prove vogliono i nostri concittadini per dimostrare che gli interessi di questi politicanti, locali e non, sono molto differenti da quelli reali della popolazione. I cittadini devono indignarsi e sentirsi traditi da tutte le promesse mancate, e pretendere la loro cacciata per manifesta incompetenza”.

Piero Cirino
Da “Il Quotidiano del Sud” del 15-03-2016.


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