Acri-Maggioranza a pezzi

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L’ultima seduta del consiglio comunale ha lasciato sul campo un pezzo di maggioranza. Nella sala consiliare di Palazzo Sanseverino-Falcone, giovedì, a tarda ora, è andato in scena una sorta di psicodramma politico.
E’ stato l’intervento del consigliere di maggioranza Luigi Caiaro a dare la stura e la voce a uno strisciante malcontento che da settimane, con una sofferenza che ha gradualmente aumentato i decibel, serpeggia tra i consiglieri che sostengono il sindaco Pino Capalbo e il suo nuovo esecutivo.
Caiaro ha chiesto al sindaco un maggiore coinvolgimento nelle scelte e gli ha chiaramente detto che la strada dell’isolamento lo avrebbe portato a sbattere. Ha poi aggiunto che da oggi in poi è necessario per la maggioranza abbracciare grandi e ambiziosi progetti politici, come il secondo lotto della SS660 e della Sibari-Sila.
La reazione piccata del sindaco, che ha invitato Caiaro a scegliere tra il Pd e la lista “Acri in Comune” e ad appropriarsi fino in fondo delle prerogative del consigliere comunale, ha fatto saltare tutto. L’intervento di Giuseppe Intrieri e certe richieste di chiarimenti amministrativi venute da Angelo Gencarelli hanno poi restituito l’immagine di una maggioranza a pezzi, con momenti imbarazzanti, anche per i consiglieri di opposizione.
Insomma, sono stati passaggi adatti a una riunione di coalizione, dove ci sta pure che volino gli stracci, ma in consiglio comunale simili situazioni possono produrre effetti devastanti, anche perché in quel momento non c’erano solo i consiglieri in sala, ma pure i cittadini che ascoltavano il consiglio alla radio.
A rincarare la dose c’è stata anche la protesta di Angelo Gencarelli contro il presidente del consiglio, Mario Fusaro, reo di aver permesso a Emilio Turano di replicare su fatti personali, per poi dire tutt’altro.
Il rimpasto di giunta ha prodotto effetti deleteri in termini di stabilità della coalizione che guida Palazzo Gencarelli e ora la situazione è diventata esplosiva, sebbene prevedibilmente vi sia chi cerca disperatamente di minimizzare l’accaduto.
A complicare maledettamente le cose per la maggioranza ora c’è anche la grana presidente del consiglio. Il clima che si respira, e al quale il consiglio comunale ha conferito una palmare evidenza, rende politicamente impossibile una riconferma di Mario Fusaro e la sua successione diventa un ulteriore potenziale elemento di instabilità, con la necessità di preservare un equilibrio interno che era stato trovato a inizio legislatura. Occorrerà valutare attentamente pesi e contrappesi, ma per farlo bisogna recuperare la necessaria serenità.

Da “Il Quotidiano del Sud” del 13-10-2018 Piero Cirino

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