ACRI : Manca un elettricista, in ospedale sospesi gli interventi lunghi in sala operatoria

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Ennesima tegola sullospedale civile Beato Angelo. Sono stati infatti sospesi temporaneamente gli interventi chirurgici la cui durata superi allincirca i sessanta minuti.
La stima temporale è approssimativa, ma indica chiaramente limpossibilità di interventi di una certa entità nella sala operatoria dellospedale cittadino.
La disposizione è stata assunta a scopo cautelativo, in ragione della mancanza in organico di un elettricista.
Lultimo è andato in pensione poche settimane fa e qualora vi fossero problemi legati al funzionamento dellimpianto elettrico non vi sarebbero figure in grado di intervenire tempestivamente.
Il problema al momento riguarda la sala operatoria, ma è lintera struttura ovviamente a essere in pericolo, con praticamente tutte le unità operative interessate.
La mancanza di un elettricista è stata segnalata ai vertici dellAzienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, ma, al momento, il problema non è stato ancora risolto.
E stato fatto un ordine di servizio per tre elettricisti che operano su Cosenza e che sono in organico allAsp. E stata chiesta la disponibilità, magari a turno, di coprire la fascia oraria che va dalle otto di mattina alle due del pomeriggio, con relativa reperibilità.
Tutti e tre hanno esibito certificati medici, in base ai quali nessuno di loro può prendere servizio allospedale di Acri.
La scelta di limitare gli interventi chirurgici a quelli relativamente brevi è stata assunta per garantire la sicurezza dei pazienti.
La vicenda appare paradossale, al limite del grottesco se di mezzo non ci fosse la salute dei cittadini.
Il nosocomio di Acri nel corso di questi ultimi anni ha subito continui interventi di ridimensionamento. Oggi vive nel limbo di un ospedale che sulla carta è uno Spoke, ma che nella realtà è poco più di un Pronto Soccorso allargato. Sono diversi i servizi che prima la struttura erogava e che oggi non è più in grado di offrire.
La sensazione palpabile tra i cittadini è che ammalarsi a queste latitudini sia diventato un lusso che non ci si può permettere. In questi ultimi mesi sono state diverse le iniziative di sensibilizzazione nei confronti dei vertici dellAsp, ai quali è stato chiesto di dare piena realizzazione al decreto con il quale lospedale di Acri è diventato Spoke, ma finora nulla di concreto è avvenuto.
Per venerdì prossimo il Direttore Sanitario Salvatore De Paola ha convocato i medici per esporre i motivi che hanno portato alla scelta di limitare gli interventi chirurgici, nella speranza che nel frattempo qualcosa si sia mosso.

Piero Cirino
Da Il Quotidiano del Sud del 20-01-2015.


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