Cosenza e provinciaCronaca

Acri – Morte di Roselli. Due medici rinviati a giudizio

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Ieri, al termine dell’udienza preliminare, tenutasi nel Tribunale di Cosenza, il Gup Giuseppe Greco ha accolto la richiesta formulata dal Pubblico Ministero Marisa Manzini e ha rinviato a giudizio due medici all’epoca dei fatti in servizio presso l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale “R. Falcone”, dell’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza.
La vicenda per la quale saranno chiamati sul banco degli imputati per il prossimo13 giugno (Giudice monocratico Dott.ssa De Vuono) risale alla morte di Francesco Roselli, 63 anni, avvenuta il 29 giugno del 2014 nel nosocomio bruzio. Subito dopo la denuncia da parte dei familiari, difesi dall’Avv. Vincenzo Conforti, del foro di Bari, al quale si è aggiunto, in udienza preliminare, l’Avv. Giuseppe Andrea Ferrari, del foro di Cosenza, sono partite le indagini per verificare eventuali responsabilità. La difesa si è opposta a ben due richieste di archiviazione e in questi anni sono state effettuate tre diverse perizie tecniche, l’ultima delle quali ha determinato la richiesta di rinvio a giudizio del Pm Manzini.
Il 20 giugno 2014 per Francesco Roselli inizia un percorso che si rivelerà di grande sofferenza e che lo condurrà alla morte. In seguito a forti dolori addominali, si reca all’ospedale civile “Beato Angelo” di Acri, suo Comune di residenza, da cui verrà dimesso a distanza di poche ore. Durante la notte i dolori aumentano e diventano insopportabili, al punto da indurlo a recarsi nuovamente in ospedale, poco dopo le cinque di mattina. In seguito a esami più approfonditi, stavolta i medici dispongono il trasferimento all’Annunziata di Cosenza, per sospetta perforazione gastrointestinale.
Intorno a mezzogiorno del 21 giugno, all’ospedale del capoluogo, Roselli veniva condotto in sala operatoria, per un intervento in laparoscopia. Durante il successivo periodo di degenza, l’uomo continuava ad accusare forti dolori e, in seguito a un nuovo esame Tac, il 27 giugno viene sottoposto a un nuovo intervento chirurgico.
Il giorno dopo viene disposto il suo trasferimento nell’Unità Complessa di Anestesia e Rianimazione, dove troverà la morte all’1:00 del 29 giugno, in seguito a “shock settico da ulcera duodenale perforata complicata da peritonite generalizzata”. I familiari fin da subito hanno voluto vederci chiaro, perché sono convinti che in questa vicenda vi siano stati errori e omissioni che hanno determinato il decesso di Francesco, e hanno presentato una denuncia querela per appurare se i loro sospetti siano fondati.
Da “Il Quotidiano del Sud” del 09-02-2017 Piero Cirino


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