Acri-Morte Roselli, oggi l’esame dei testimoni

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A seguito dell’udienza preliminare dell’08 febbraio scorso, A.P. e M.P., due medici all’epoca dei fatti in servizio presso l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale “R. Falcone” dell’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza, furono rinviati a giudizio. La vicenda che vede i due sul banco degli imputati risale alla morte di Francesco Roselli, 63 anni, avvenuta il 29 giugno del 2014. A seguito della denuncia dei familiari dell’uomo, difesi dall’Avv. Vincenzo Conforti, del foro di Bari, al quale si è aggiunto, in udienza preliminare, l’Avv. Giuseppe Andrea Ferrari, del foro di Cosenza, sono partite le indagini per verificare eventuali responsabilità. La difesa si è opposta a ben due richieste di archiviazione e in questi anni sono state effettuate tre diverse perizie tecniche, l’ultima delle quali ha determinato la richiesta di rinvio a giudizio del Pm Manzini.
Questa mattina si torna in aula per l’esame dei testimoni da parte della Procura.
Successivamente saranno esaminati i diversi consulenti medici che hanno redatto le perizie.
Il 20 giugno 2014 per Francesco Roselli inizia un’autentica odisea, che lo condurrà alla morte. In seguito a forti dolori addominali, si reca all’ospedale civile “Beato Angelo” di Acri, suo Comune di residenza, da cui verrà dimesso a distanza di poche ore. Durante la notte i dolori aumentano e diventano insopportabili, al punto da indurlo a recarsi nuovamente in ospedale, poco dopo le cinque di mattina. In seguito a esami più approfonditi, stavolta i medici dispongono il trasferimento all’Annunziata di Cosenza, per sospetta perforazione gastrointestinale.
Intorno a mezzogiorno del 21 giugno, all’ospedale del capoluogo, Roselli veniva condotto in sala operatoria, per un intervento in laparoscopia. Durante il successivo periodo di degenza, l’uomo continuava ad accusare forti dolori e, in seguito a un nuovo esame Tac, il 27 giugno viene sottoposto a un nuovo intervento chirurgico.
Il giorno dopo viene disposto il suo trasferimento nell’Unità Complessa di Anestesia e Rianimazione, dove troverà la morte all’1:00 del 29 giugno, in seguito a “shock settico da ulcera duodenale perforata complicata da peritonite generalizzata”. I familiari sono convinti che in questa vicenda vi siano stati errori e omissioni che hanno determinato il decesso di Francesco e hanno presentato una denuncia querela per appurare se i loro sospetti siano fondati.
“Continueremo la nostra battaglia – ha dichiarato ieri l’avv. Conforti – nelle aule di giustizia e se c’è ne sarà bisogno sino all’ultimo grado di giudizio, al fine di ottenere una verità processuale su questa tragica vicenda che ha portato alla morte del povero signor Francesco Roselli”.

Da “Il Quotidiano del Sud” dell’11-01-2018 Piero Cirino

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