Acri-Movimento Cinque Stelle al 60%, ma alle Comunali non partecipano

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Le dimensioni del trionfo del Movimento Cinque Stelle ad Acri vanno ben oltre il trend nazionale e regionale. A queste latitudini i grillini sfiorano il 60% alla Camera(59,89%), lo superano al Senato(63,29%).
Che ci fosse una tendenza era evidente, ma che potesse assumere i connotati di una slavina era difficilmente ipotizzabile. Il paradosso è che il Movimento Cinque Stelle a distanza di cinque anni si conferma primo partito ad Acri alle Politiche, raddoppiando i suoi consensi, ma è stato assente per ben due volte alle competizioni elettorali per il governo cittadino.
I pentastellati infatti non hanno preso parte alla corsa per la conquista di Palazzo Gencarelli né nel 2013 né nel 2017, e questo è un dato su cui il movimento deve fare una profonda riflessione, perché l’atteggiamento di questi ultimi cinque anni è un caso esemplare di autolesionismo politico.
Crolla il Partito Democratico, che passa dal 23,77% di cinque anni fa al 13 o poco più del 2018. Alla Camera i voti si sono praticamente dimezzati. Nel mezzo c’è stata la vittoria, meno di un anno fa alle Comunali. Coprire la batosta con il trend nazionale e ancor più con quello regionale potrebbe essere un errore di miopia politica per i dirigenti locali del Pd. E’ vero che si tratta di elezioni Politiche, ma la componente locale c’è sempre. La lungimiranza potrebbe essere quella di individuarne le dimensioni e soprattutto le origini.
L’unico candidato locale era Mario Bonacci, nell’uninominale con Liberi e Uguali. Ha messo insieme 987 voti, sfiorando il 10%. Se nutriva delle ambizioni, questo è un dato alquanto deludente.
Sul fronte del centro-destra, fa specie vedere l’Udc, che da queste parti ha vissuto momenti aurei, non arrivare al 2%. Ha ottenuto alla Camera 145 voti(1,42%), mentre al Senato non è andata oltre i 155(1,65%), superata finanche dalla Lega, che ne ha messi insieme 271. Cinque anni fa lo scudocrociato, pur essendo già in caduta libera, ottenne poco più di mille voti.
Praticamente fotocopia il dato che si riferisce a Forza Italia, rispetto al Popolo della Libertà del 2013: poco più del 7%.
Ora la domanda è se il Movimento Cinque Stelle riesca a capitalizzare questo risultato anche in prospettiva locale, superando la connotazione di ectoplasma e cercando di far valere anche nelle questioni comunali le proprie ambizioni elettorali.

Da “Il Quotidiano del Sud” del 06-03-2018 Piero Cirino

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