Acri-Ospedale, no all’atto aziendale

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Un sit-in per dire che l’atto aziendale non soddisfa il diritto alla salute degli acresi. Chi sperava in un insuccesso, deve ricredersi, perché ieri sera davanti all’ingresso dell’ospedale civile “Beato Angelo” c’era la folla delle grandi occasioni.
Le serata di domenica e la Festa de “L’Unità”, a poche centinaia di metri, non hanno distratto gli acresi, che hanno risposto alle sollecitazioni di un neonato comitato per la difesa del nosocomio acrese.
L’appuntamento era per le 19:00, davanti al cancello di ingresso dell’ospedale e in tanti hanno risposto “presente”. Hanno preso la parola i consiglieri comunali di opposizione Mario Bonacci, Anna Vigliaturo e Maurizio Feraudo, ma sarebbe riduttivo ricondurre la manifestazione a posizioni politiche. I tre sanno che non avrebbe seguito se rimanesse confinata nel perimetro della polemica politica.
La richiesta, fatta a gran voce, e al di là della sfumature delle tre posizioni, è quella di dar vita a una protesta permanente affinché l’ospedale civile “Beato Angelo” acquisti una sua autonomia, al di là del riferimento allo Spoke Rossano-Corigliano o al fallimentare progetto del “matrimonio” con Castrovillari.
Il nutrito gruppo spontaneo che si è dato appuntamento ieri sera ha preso coscienza di un largo consenso contro l’atto aziendale. La maggioranza che sostiene l’amministrazione guidata da Pino Capalbo, che sul documento ha fatto quadrato, ritenendola la soluzione, con questa gente dovrà fare i conti. Per mercoledì sera, alle 18:00, nello spazio antistante la Sala Polivalente, in Piazza Principessa di Piemonte, è stata convocata una nuova iniziativa, per incrementare il numero delle voci dissenzienti e per far nascere un comitato che vada al di là delle posizioni politiche e che metta insieme persone che vadano oltre il consiglio comunale.

Da “Il Quotidiano del Sud” del 18-09-2017 Piero Cirino

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