Acri-Padre Pietro Ministro Provinciale dei Cappuccini

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La nomina a Ministro Provinciale dei Frati Cappuccini di Padre Pietro Ammendola, Guardiano dei Cappuccini di Acri, avvenuta nei giorni scorsi, nel centro presilano è stata accolta con un conflitto di sentimenti contrapposti.
Se da un lato c’è la consapevolezza del prestigio dell’incarico, dall’altro Acri perde una delle figure che in questi ultimi anni hanno rappresentato un punto di riferimento. Non solo nella sfera religiosa. Le due cariche non sono compatibili, quindi Padre Pietro ha lasciato Acri per raggiungere Lamezia, sede della Provincia dei Cappuccini, che coincide con i nostri confini regionali. Questo Frate che ispira una naturale simpatia ha ricoperto l’incarico di Guardiano dei Cappuccini di Acri per sei anni, dal 2011. In questo tempo ha pazientemente tessuto una serie di rapporti che hanno portato i Frati Cappuccini a un ruolo di rinnovato protagonismo nel contesto sociale acrese. Il suo attivismo ha sempre generato negli acresi la convinzione che la canonizzazione del Beato Angelo fosse prossima. La notizia, nei mesi scorsi, del riconoscimento del miracolo decisivo, ha aperto le porte alla tanto agognata Santificazione. Ammesso che vi siano anche pressioni umane in siffatti processi, tutti ad Acri hanno riconosciuto un ruolo preponderante a Padre Pietro.
La notizia della sua promozione, giunta con il fragore di un fulmine a ciel sereno, ha innescato un sentimento che è difficile definire con chiarezza. Auguri a Padre Pietro, ma Acri vive anche di umane emozioni e forse quella prevalente è la delusione di non avere più una guida autorevole, non solo dal pulpito, ma anche in altre sfere della umana esistenza.

Da “Il Quotidiano del Sud” del 12-02-2017 Piero Cirino

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