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Acri-Tenta di darle fuoco. Arrestato

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Una vicenda dai torbidi contorni ha ieri bruscamente svegliato la comunità acrese, distratta dai preparativi per l’arrivo di Fabio Curto e di Roby e Francesco Facchinetti.
Un uomo è finito in carcere per tentato omicidio e una donna in ospedale perché vittima del medesimo reato.
Entrambi di nazionalità romena, i due condividevano lo stesso tetto, ma, da quanto appurato dagli inquirenti, non con reciproca volontà.
Lui, A.D., di 44 anni, ha cercato di dare fuoco a colei che ha cercato di ribellarsi, per l’ennesima volta, a una condizione di autentica schiavitù.
La donna, A.L., di 43 anni, è stata cosparsa, al termine dell’ennesima lite, di liquido infiammabile e solo per fatalità e per l’intervento dei Carabinieri, prontamente allertati da testimoni increduli, i propositi omicidi dell’uomo non sono andati a segno.
Costui aveva letteralmente segregato la donna da diverse settimane. Le aveva promesso un paga mensile di 500 euro per tenerle in ordine la casa, ma alla condizione di non dover uscire, per nessun motivo, e non tenere rapporti con l’esterno.
Non sono mancate le occasioni in cui lei ha cercato di svincolarsi e tutte sono sistematicamente finite con ematomi e fratture.
Ieri A.L. ha infatti potuto fare una preciso resoconto di tutte le violenza subite dal suo aguzzino. Ha raccontato di essere stata vittima di episodi di sistematica e belluina violenza.
Non le ha mai usato violenza sessuale, ma l’accanimento sul suo corpo oggi mostra tutti i suoi segni.
L’ultima lite ieri, con lei che si ribella e lui che le versa addosso del liquido infiammabile. L’uomo la segue, fin nei pressi di un noto locale del centro storico, a un tiro di schioppo dalla statua di Giovan Battista Falcone, in quello che ad Acri è conosciuto come “Il monumento”.
Questa è una zona frequentata e l’allarme è immediato. Lui cerca di darle fuoco, ma fortunatamente invano. L’intervento del maresciallo Armando Fabaro e dei suoi colleghi, intervenuti agli ordini del comandante della stazione, Roberto Luciani, mette fine a una vicenda potenzialmente tragica.
L’uomo è stato arrestato e trasferito nella tarda serata di ieri a Cosenza; la donna, in osservazione, all’ospedale di Acri, con ferite superficiali guaribili in pochi giorni, ma quelle interne sono molto più profonde.

Piero Cirino
Da “Il Quotidiano del Sud” del 02-07-2015.


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