Acri-Truffa del finto incidente, ieri ad Acri due casi

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La truffa del finto incidente non conosce confini geografici e non fa differenze di latitudini. Almeno in questo caso, l’italico Stivale presenta una sua uniformità, da Bolzano a Trapani il meccanismo è sempre lo stesso e sorprende pensare che possa essere ancora redditizio, considerato che le cronache continuano a occuparsene, con sistematica periodicità, ormai da tempo.
Dopo Montalto Uffugo, anche Acri è finita nella casistica degli episodi di un raggiro che si basa su un modus operandi che viene solo occasionalmente declinato su base locale.
Ieri nel centro presilano si sono registrati due casi nella stessa mattinata, e questo dimostra un modo di procedere seriale da parte di un’organizzazione che basa la sua azione su movimenti evidentemente sincronizzati.
Si procede sempre allo stesso modo. Innanzitutto è evidente che occorre fare un lavoro preliminare, per individuare una anziana signora, preferibilmente sola, con un figlio in età adulta e munito di patente di guida. Altra caratteristica importante che si evince dal raffronto dei casi, è la presenza nell’abitazione della malcapitata di una linea telefonica fissa. Un sedicente avvocato chiama informando la sua interlocutrice di un incidente d’auto che sarebbe stato provocato da suo figlio.
Il tono della voce è accattivante e dopo aver rassicurato circa l’incolumità fisica del congiunto, alla donna viene chiesta una somma di denaro per far si che, quasi a mo’ di cauzione, suo figlio possa uscire dalla caserma dei Carabinieri, dove si troverebbe costretto al momento della telefonata.
A questo punto cade la linea e la vittima designata della truffa sente suonare al campanello di casa. Sull’uscio si presenta un collaboratore dell’avvocato e il gioco è fatto.
Ieri tuttavia in un caso è andata male, perché la donna, subito dopo la telefonata, ha allertato suo figlio, che è riuscito a bloccare il meccanismo e raccontare tutto ai Carabinieri.
Nel secondo caso invece, tra contanti e oggetti preziosi in casa, il colpo avrebbe fruttato circa 2000 euro. Ai militari della stazione di Acri della Benemerita sono stati forniti dei particolari che si spera possano essere utili per risalire all’identità di questi truffatori, la cui azione si è innescata in una ben più ampia operazione su scala nazionale.

Da “Il Quotidiano del Sud” del 23-06-2018 Piero Cirino

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