ACRI: UDC, Il Dissesto Scelta dell’Amministrazione Comunale

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L’Udc non ci sta ad accollarsi le responsabilità del dissesto e passa al contrattacco. Ha scelto un convegno – conferenza stampa, tenutosi ieri sera nel Palazzo Sanseverino-Falcone.
Questa la tesi, enunciata, numeri alla mano, dalla consigliera comunale Anna Vigliaturo: non abbiamo fatto ricorso al predissesto perché si poteva agire diversamente, attraverso il bilancio. Al predissesto poteva ricorrere, perché c’era tempo fino allo scorso novembre, anche questa amministrazione. La situazione debitoria del Comune, “che a novembre sfiora gli undici milioni di euro, e non i venti dichiarati dal sindaco, è maturata nel tempo e ha attraversato varie amministrazioni”.
La manifestazione è stata aperta dal segretario del partito Vincenzo Arena e vi hanno preso parte, oltre alla Vigliaturo, anche l’europarlamentare Gino Trematerra, l’assessore regionale Michele Trematerra e Raffaele De Vincenti, dirigente dell’Udc acrese.
Gino Trematerra ha fatto chiaramente intendere che il dissesto è stato voluto per evitare che si ricandidasse alle Europee e, dopo aver dato conto del suo impegno da sindaco, ha ricordato come “con Coschignano e Rocco, sindaci di centrosinistra, la polemica si è sempre mantenuta su un piano politico, ora non è più così”. Ha concluso con un pizzico di orgoglio, quando ha ricordato che “la mia storia personale è una bella storia”.
Anche Michele Trematerra non è stato tenero con gli attuali amministratori, parlando di “stagione di carte bollate”. Commentando l’affermazione del sindaco Tenuta, secondo la quale non si sarebbe candidato se avesse saputo dei debiti del Comune, “solo per questo meriterebbe una mozione di sfiducia in consiglio, perché è facile amministrare quando i soldi ci sono”. De Vincenti ha poi rievocato il clima entro cui è maturata la vittoria elettorale di Tenuta, “il Grillo di Acri, che ha cavalcato l’antipolitica, scagliandosi contro i partiti e dimenticando che solo due mesi prima con un partito si era candidato alle Politiche”.
Piero Cirino
Da “Il Quotidiano della Calabria” dell’11-01-2014.


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