007: Daniel Craig in pensione, ma “non è ancora tempo di morire”.

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Per gli appassionati di James Bond l’attesa è terminata: dopo circa due anni dalla fine delle riprese, ad un anno e mezzo dall’uscita programmata originariamente e dopo essere stato rimandato più di una volta, è finalmente giunto nelle sale, lo scorso week-end, No time to die, 25° episodio della longeva saga dell’agente segreto con licenza di uccidere, cominciata 58 anni orsono. E vince a mani basse, come facilmente prevedibile, la sfida degli incassi del fine settimana distanziando le altre due pellicole sul podio: il fantascientifico Dune di Denis Villeneuve, remake dell’omonimo dell’84 diretto allora da David Lynch e Space Jam: New legends di Malcom Lee, sequel di Space Jam del 1996. La cifra incassata nel mondo oltrepassa i 110 milioni di dollari, superando la performance avuta da Skyfall e divenendo, in soli quattro giorni, il film col maggior incasso dopo la riapertura post pandemica; e non è un dato definitivo considerando che il film uscirà in Nord America nel prossimo week-end e in Cina a fine Ottobre.

No time to die è diretto da Cary Fukunaga, californiano con poche regie all’attivo che subentra a Sam Mendes, il quale ha rinunciato dopo i due precedenti Skyfall  e Spectre. Questa è la quinta apparizione nello smoking di 007 per Daniel Craig, solo Sean Connery e Roger Moore lo hanno indossato più volte di lui: 7 per la precisione, ma Craig è certamente quello che lo ha vestito più a lungo: 15 anni, complice, per la verità, la pandemia che ha ritardato (come dicevamo) la distribuzione di quest’ultimo film.

L’attore britannico, che quando è arrivato ha cambiato l’immagine di 007 portando più fisicità al personaggio, ha dichiarato che questa è la sua ultima avventura nel ruolo di James Bond, lascia per… raggiunti limiti d’età. E’ una recitazione fisicamente impegnativa: Craig, in effetti, ha anche subito un piccolo incidente ad una caviglia che lo ha costretto ad un intervento chirurgico, nel corso delle riprese.

Questa volta, nei panni del cattivo di turno Lyutsifer Safin c’è Rami Malek, premio Oscar per il ruolo di Freddy Mercury in Bohemian Rapsody . Safin mira a conquistare il mondo attraverso il progetto Heracles, in grado di agire sul DNA degli individui. Bond, ormai in pensione in Giamaica, viene richiamato all’azione questa volta non dall’MI6, ma dal suo amico della CIA Felix Leiter (interpretato da Jeffrey Wright) e si ritrova a muoversi con accanto il nuovo agente doppiozerosette, una ragazza di colore interpretata da Lashana Lynch, attrice di origini giamaicane reduce dal ruolo in Captain Marvel, con la quale impara ad avere sintonia d’azione, ma della quale non va proprio giù il fatto che abbia preso il suo numero.

Nel cast di nuovo Lea Seydoux, Palma d’oro a Cannes per La vita di Adele che è Madeleine Swann, amata da Bond; poi ancora Ralph Fiennes nel ruolo di M, Naomie Harris in quello di Moneypenny, lo svedese David Dencik in quello di Obruchev, Ben Wishaw in quello di Q e il doppio premio Oscar (attore feticcio di Quentin Tarantino) Christoph Waltz, il quale interpreta per la seconda volta dopo Spectre il personaggio di Ernst Stavro Blofeld, capo dell’organizzazione Spectre, così come era già capitato a Anthony Dawson che lo aveva interpretato nel 1963 in Dalla Russia con amore e nel 1965 in Thunderball – Operazione tuono, quando nei panni di Bond c’era Sean Connery. Da allora ad oggi, nel ruolo di Blofeld si sono susseguiti Donald Pleasence, Telly Savalas, Charles Grey, John Hollis e Max Von Sidow.

Le riprese si sono svolte in Norvegia, Giamaica, Londra (naturalmente) e anche in Italia fra Sapri, Gravina di Puglia e Matera, le cui scene sono state raggruppate in un’unica località immaginaria chiamata Civita Lucana.

In questi anni anche il carattere dell’agente segreto è cambiato, è maturato, non è più quello iconico di un tempo: donnaiuolo, disincantato e anche un po’ superficiale, alle prese con la girl di turno. Nel corso degli ultimi tempi si è ammorbidito, ora si affatica, è diventato romantico, si è innamorato; alcuni sostengono che è per via del fatto che nel gruppo degli sceneggiatori sia entrata a far parte Phoebe Waller-Bridge, voluta dallo stesso Craig, pluripremiata per la serie TV Fleabag.

Ad ogni modo No time to die segna l’uscita di scena di Daniel Craig e con lui la definitiva chiusura della minisaga, all’interno della serie, cominciata nel 2006 con Casinò Royale e continuata con Quantum of Solace, Skyfall e Spectre.

Ora si apre il toto-Bond che tiene alta l’attenzione dei fans: davvero il prossimo 007 sarà una donna?

Werner Altomare


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