ACRI: Amministrazione Comunale, Non Siamo Noi i Responsabili dell’Aumento dei Tributi

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L’amministrazione comunale non ci sta a essere additata come responsabile dell’aumento dei tributi.
“Quello che si sta verificando nel nostro Comune per l’aumento dei tributi – è scritto in una nota -, dimostra la tendenza a parlare, criticare e protestare per sentito dire o per partito preso, ignorando o sorvolando su atti, fatti e cifre”.
Per l’amministrazione comunale, “è necessario chiarire a tutta la popolazione che cosa si paga e perché si paga di più e smentire alcune favole che certi politicanti cantastorie mettono in circolazione allo scopo di strumentalizzare ed esasperare il sacrosanto malcontento dei cittadini”.
La Tares “deve servire a coprire il 100% dei costi del servizio e smaltimento dei rifiuti. Nel nostro caso, la Tares del 2013, che i cittadini di Acri devono pagare in questi giorni, serve per coprire il costo del servizio di smaltimento rifiuti, che nel 2012 è stato di 3 milioni e 200 mila euro, per 10.000 tonnellate di rifiuti prodotti”.
Più si produce spazzatura, più aumentano i costi e più sarà salata la bolletta della
Nel 2013 “abbiamo abbassato la quantità di rifiuti da diecimila a settemila tonnellate, per cui la Tares da pagare sarà più bassa il prossimo anno. E ancora più bassa sarà quella che dovremo pagare, perché a breve sarà dato in appalto tutto il sistema di raccolta dei rifiuti ad una ditta specializzata. Quindi l’amministrazione Tenuta non è responsabile del gravoso aumento della tassa sulla spazzatura.
I cantastorie, poi, hanno messo in circolazione altre favole del tipo: “Il dissesto si poteva evitare”.
Il 30 aprile scorso “l’amministrazione Tenuta ha vinto il ricorso, dinanzi alle Sezioni Riunite della Corte dei Conti, contro la deliberazione della Sezione Regionale, che attraverso il Prefetto, imponeva al consiglio comunale, pena lo scioglimento, la dichiarazione del dissesto finanziario provocato dalla precedente amministrazione a guida Trematerra-Maiorano.
Nonostante il ricorso vittorioso che ha annullato il dissesto – prosegue la nota -, i 20 milioni di euro di debiti creati dalla vecchia amministrazione non sono affatto scomparsi, ma restano, anche se 1milione e 600 mila euro di questi debiti sono stati già pagati dalla nostra amministrazione”.

La città di Acri “è stata salvata dal fallimento rappresentato dal dissesto finanziario grazie alle grandi capacità tecniche amministrative del sindaco Tenuta e dei suoi collaboratori, i quali adesso, entro il 30 luglio, devono preparare un piano di rientro per convincere la Corte che siamo capaci da soli di risanare le finanze del Comune”.
Per l”amministrazione comunale, “sarebbe giusto che a pagare non fossimo tutti noi cittadini incolpevoli, ma solo chi ha creato questo debito e auspichiamo che la Corte dei Conti sia abbastanza scrupolosa nel valutare la gestione allegra della precedente amministrazione, per il saccheggio di danaro pubblico in spese folli e per il mancato pagamento, in quei tre anni devastanti, di centinaia di creditori che hanno fornito beni e servizi al Comune”.

Piero Cirino
Da “Il Quotidiano della Calabria” del 05-06-2014.


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