ACRI : Bimba nasce in auto

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Magari da grande le racconteranno il modo rocambolesco in cui è venuta alla luce, ma anche l’apprensione vissuta dai suoi genitori.
Ieri mattina, intorno alle ore 6:30, una bimba è nata in auto, proprio davanti al Pronto Soccorso dell’ospedale civile Beato Angelo.
Non c’è stato neanche il tempo di percorrere i pochi metri che la separavano dal Pronto Soccorso. Sua mamma e sua nonna avevano appena concluso una corsa, attraverso una strada non propriamente agevole, con partenza dalla frazione di Pertina.
Si tratta di una distanza di circa dieci chilometri, fatta di continui tornanti e un fondo stradale che non può certo definirsi da pista di Formula Uno.
La bimba è venuta fuori in macchina e sia lei che la madre sono state trasportate immediatamente in Pronto Soccorso, dove è stato reciso il cordone ombelicale e sono state praticate le prime cure del caso.
Subito dopo è stato disposto in elisoccorso il trasferimento all’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza, nel reparto di Neonatologia, dove nel frattempo era arrivato anche il suo papà.
Per fortuna tutto è andato bene, ma la vicenda è emblematica delle grosse difficoltà in cui si può ritrovare una partoriente.
Al momento dell’arrivo della neomamma, ieri mattina in ospedale non c’erano ginecologi, e non dovevano essercene.
Uno dei due professionisti che garantiscono il funzionamento, per tre giorni alla settimana, dalle 8:00 alle 14:00, dell’ambulatorio, era in viaggio per Castrovillari, dove avrebbe dovuto iniziare il turno, l’altro in ferie.
Ci si chiede cosa sarebbe accaduto se la donna non fosse arrivata quantomeno davanti all’ospedale, magari perché impedita o rallentata da avverse condizioni atmosferiche, e avesse avuto durante il parto delle complicazioni, oppure se l’elisoccorso non avesse potuto portarla a Cosenza subito dopo la nascita della bambina.
La vicenda ripropone un’annosa questione che riguarda la natura del nosocomio cittadino, sulla carta Spoke, ma che in realtà eroga meno prestazioni e servizi di quando era semplicemente un Ospedale di montagna.
Il punto nascita è stato chiuso nel luglio del 2011, quindi da poco più di tre anni, e qui non è neanche partito il Consultorio, con il relativo percorso nascita, per come previsto da una specifica legge regionale. Non è partito perché ci sono solo le ostetriche e mancano pediatri e ginecologi.
Insomma, a oggi le prestazioni ginecologiche vengono garantite unicamente nei giorni di martedì, giovedì e sabato, al mattino, e le donne devono sperare di non doverne avere bisogno nei giorni dispari o nel pomeriggio di quelli pari.

Piero Cirino
Da Il Quotidiano del Sud del 06-11-2014.


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