ACRI: Dissesto, UDC e PD Presentano Ricorso al TAR

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I consiglieri di minoranza di Udc e Pd, insieme ai segretari dei due partiti, venerdì scorso hanno presentato ricorso al Tar, impugnando la delibera del consiglio comunale con la quale si dichiarava “lo stato di dissesto finanziario del Comune di Acri”. Le opposizioni chiedono chiedendo l’annullamento della delibera e di tutti gli atti consequenziali e successivi collegati alla dichiarazione del dissesto.
“Non c’erano i presupposti – si legge in una nota – per arrivare a questa situazione estrema, che poteva e doveva essere affrontata diversamente, già a seguito della notifica della prima delibera della Corte dei Conti, la n. 24 del 16 maggio 2013”.
Nel merito della questione, il legale che rappresenta e difende i ricorrenti Avv. Giuseppe Pitaro del Foro di Catanzaro, evidenzia che non c’erano i presupposti per arrivare al dissesto, atteso che l’art. 244 del Tuel prevede che “si ha stato di dissesto finanziario se l’ente non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili, oppure esistono nei confronti dell’ente crediti… a cui non si può far fronte validamente..”.
Secondo Udc e Pd questi “presupposti erano e sono del tutto inesistenti, in quanto il Comune di Acri poteva far fronte ai debiti con gli strumenti previsti dalla legge e inoltre lo stesso Comune ha sempre garantito ai propri cittadini tutti i servizi, quelli indispensabili e quelli non indispensabili, né si trovava nella situazione di ente strutturalmente deficitario in base ai parametri previsti dalla legge”.
I due partiti “si oppongono al dissesto perché esso arreca un danno grave e irreparabile alla comunità di Acri, a seguito dell’aumento delle tariffe e aliquote riferite ai tributi ed a tutti i servizi richiesti dalla collettività; sono colpite le imprese, tutte le attività commerciali, le famiglie, soprattutto le fasce più deboli che saranno tagliate fuori dalla fruizione dei servizi essenziali (mensa e trasporto scolastico).
Il dissesto bloccherà lo sviluppo dell’intero territorio di Acri – prosegue la nota-, con danni irreparabili per diversi anni, per cui appare pienamente legittimo e doveroso, da parte delle forze politiche ricorrenti, che rappresentano tutti i cittadini di Acri, impugnare la dichiarazione di dissesto, in quanto lo stato di dissesto è stato dichiarato in modo precipitoso, pretestuoso, illogico, infondato e immotivato e soprattutto senza l’esistenza dei presupposti di legge necessari, causando un danno grave e irreparabile all’intera Comunità di Acri, cittadini, imprenditori, associazioni, lavoratori pubblici, alunni e creditori del Comune”.

Piero Cirino
Da “Il Quotidiano della Calabria” del 02-03-2014.


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