Acri-Pd, sull’ospedale allarmismo ingiustificato

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Sull’allarme lanciato dalla Laca (Libera Associazione Cittadini Acresi) circa il futuro dell’ospedale cittadino, ieri, con una nota della segreteria, è intervenuto il Partito Democratico.
“L’atto aziendale fa riferimento ai vari Dca del commissario regionale e si attiene alle linee guida elencati in essi. Pertanto non risulta da nessuna parte che la lungodegenza sia stata soppressa e che, di conseguenza, ci sia una riduzione di posti letto. La lungodegenza resta allocata nel presidio ospedaliero di Acri per come previsto nel DCA/64 e che ci sarà un’area medica con un Direttore di Struttura Complessa”.
I posti di Dialisi “passeranno dagli attuali otto ai dodici e si sta lavorando per mettere la Dialisi nelle condizioni di avere spazi ed attrezzature adeguate. Il laboratorio Analisi viene riconvertito da semplice punto prelievo in laboratorio vero e proprio, dotato di un responsabile con Ssd. Pertanto gli utenti potranno trovare tutte le risposte necessarie per i loro bisogni”.
Per il Pd, “va chiarito che nessuna risorsa umana e tecnologica è mai stata dirottata presso altri ospedali, semmai il presidio ospedaliero di Acri è stato dotato di alcune strumentazioni per l’esecuzione di interventi in loco. Le figure che prestano servizio presso il presidio ospedaliero di Castrovillari hanno fatto delle scelte professionali spontanee o necessarie dovute a riorganizzazione del sistema”.
Quindi, “il tanto paventato “furto” di personale noi crediamo che non avverrà, così come non è avvenuto in passato, anche perché nel presidio ospedaliero di Acri esiste una Direzione Medica che ha vigilato e che vigilerà affinché questo ospedale continui ad avere la propria dignità nel rispetto delle linee guida regionali che lo ha collocato come ospedale di zona disagiata”. Infine, “siamo al corrente del fatto che fra poco inizieranno i lavori per la risonanza magnetica e che si è in attesa dell’espletamento dei concorsi per definire l’organico necessario al funzionamento dei servizi e delle Unità Operative”. Inoltre, “faremo di tutto per difendere il territorio e i cittadini con i loro diritti, ma riteniamo sia corretto dare informazioni che siano sostenute da fatti concreti e non da fantasie di qualche “pseudo esperto” di sanità locale. L’ospedale è di tutti e va difeso anche da chi vuole creare un clima di destabilizzazione che danneggia gli operatori ed i cittadini. E non farebbe poi male a questi signori se si informassero prima di parlare e scrivere”.
Da “Il Quotidiano del Sud” del 14-09-2016 Piero Cirino


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