ACRI: Regionali, Parte la corsa dell’UDC

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Parte da Acri la corsa elettorale dell’Udc. E la scelta evidentemente non è casuale. Il centro presilano è da tempo abituato a ospitare eventi importanti per lo scudocrociato.
Una sala “Giovan Battista Falcone” del Palazzo Sanseverino-Falcone gremita all’inverosimile ha ospitato la manifestazione dell’apertura ufficiale della campagna elettorale. A tenerla a battesimo è arrivato anche il segretario nazionale del partito, quel Lorenzo Cesa che viene ad Acri da circa trent’anni, così come egli stesso ha tenuto a sottolineare.
Il difficile parto di Alternativa Popolare e le vicende che ne hanno seriamente messo a rischio la nascita hanno evidentemente suggerito a Cesa la necessità di una presenza costante in questa campagna elettorale.
C’erano anche il segretario regionale Gino Trematerra, che non è intervenuto, e il candidato alla presidenza della giunta calabrese Nico D’Ascola.
Dopo i saluti di rito di Antonio Algieri, segretario locale dell’Udc, è stato Michele Trematerra ad aprire gli interventi. L’assessore all’Agricoltura uscente ha parlato di ciò che ha fatto in questi circa quattro anni e ha riconosciuto le perplessità iniziali sulla nascita di Alternativa Popolare.
Da Lorenza Cesa è arrivata una investitura dall’alto per Trematerra junior, “poiché è ora che gente come Michele abbia ruoli di primo piano a livello nazionale nel partito”.
Il segretario nazionale dell’Udc non le ha certo mandate a dire “a quanti per paura di perdere hanno deciso di abbandonare la nave, candidandosi altrove”. Ogni riferimento a Gianluca Gallo è stato puramente voluto.
Per Cesa, “in Calabria la destra ha deciso di perdere, altrimenti non si spiegherebbe questa sorta di suicidio”. Quello calabrese, e questo più tardi lo dirà anche Nico D’Ascola, “è un test per verificare la fattibilità nazionale del progetto di Alternativa Popolare”.
Nico D’Ascola ieri ha dimostrato di essere pronto per la dura battaglia elettorale.
Aplomb da gentleman, eloquio probabilmente più da sinedrio che da pulpito, il senatore reggino ha chiaramente fatto capire di essere in grado di giocarsi le sue carte fino in fondo.
Anch’egli è convinto che “in Calabria Forza Italia ha rinunciato a vincere e quello che è accaduto dimostra quanto la nostra regione per Berlusconi sia trascurabile”.
Inoltre “noi non siamo il terzo polo, per il semplice motivo che il secondo non esiste. Noi siamo i veri rappresentanti del ceto medio”.
Una curiosità: in tutta la manifestazione il nome di Mario Oliverio non è mai stato pronunciato.

Piero Cirino
Da “Il Quotidiano del Sud” dell’01-11-2014.


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