ACRI:Nuovo Ricorso per Trematerra

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La pronuncia della Corte di Cassazione, che nello scorso mese di luglio aveva posto fine alla querelle relativa alla incompatibilità di Gino Trematerra, non ha scritto la parola fine a questa vicenda. La Suprema Corte in quella occasione stabilì che Trematerra avrebbe potuto mantenere la carica di Parlamentare Europeo.
Ora un gruppo di cinque cittadini, tra cui coloro che avevano promosso la richiesta di decadenza dalla carica di europarlamentare perché Trematerra non avrebbe scelto nei tempi previsti dalla legge, si è rivolto direttamente all’Ufficio Elettorale Nazionale per il Parlamento Europeo.
La richiesta è quella di “voler dichiarare l’incompatibilità dell’On. Gino Trematerra dalla carica di membro del Parlamento Europeo per avere rivestito contemporaneamente anche la carica di sindaco della città di Acri fino alla data del 20-04-2012 e conseguentemente dichiarare la decadenza dalla carica di membro del Parlamento Europeo”.
Tra le argomentazioni addotte dai cinque sottoscrittori della richiesta c’è l’analogia con il caso del presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, che “in data 08 settembre 2008 è stato dichiarato decaduto dal Parlamento Europeo dall’Ufficio Elettorale Nazionale per il Parlamento Europeo”.
Per i ricorrenti, “la medesima legge è stata applicata dall’Ufficio Elettorale Nazionale per il Parlamento Europeo per l’On. Giuseppe Castiglione, mentre non è stata applicata nel caso relativo all’On. Gino Trematerra”.
I giudici della Suprema Corte, nella loro sentenza emessa nello scorso mese di luglio, avevano ritenuto il ricorso presentato da due cittadini, attraverso l’istituto dell’azione popolare, “inammissibile, in quanto proposto il 3 gennaio 2012, cioè ben oltre il termine di sessanta giorni, a pena di decadenza, dalla data (18 febbraio 2011) della pubblicazione del nominativo dell’eletto nella Gazzetta Ufficiale”.
In precedenza la Corte d’Appello si era invece pronunciata a favore dei due, ritenendo che l’On. Gino Trematerra non avesse comunicato la sua scelta tra la carica di parlamentare europeo e quella di sindaco entro il termine di trenta giorni dalla data di proclamazione(18 febbraio 2011).
Parallela alla vicenda giudiziaria c’è stata anche quella della decadenza da sindaco di Acri, votata dal consiglio comunale e accolta dal Prefetto di Cosenza nello scorso mese di aprile.
Dal punto di vista giuridico – legale questa vicenda è stata per molti aspetti inedita, anche in considerazione del fatto che dal 1979 non c’è una sentenza che abbia trattato il tema dell’azione popolare”, a proposito del Parlamento Europeo.
Per domani a Roma sono state convocate le parti per affrontare la questione sulla quale l’Ufficio Elettorale Nazionale per il Parlamento Europeo dovrà pronunciarsi.
Questo dovrebbe essere per davvero l’ultimo capitolo di un’ interminabile querelle che tutti pensavano ormai conclusa con la sentenza della Corte di Cassazione che permetteva all’On. Gino Trematerra di continuare a sedere tra gli scanni di Strasburgo. All’europarlamento l’ex sindaco di Acri c’era arrivato dopo essere stato il primo dei non eletti nella circoscrizione Sud alle Europee del 2009 e la ratifica del Trattato di Lisbona, che garantiva all’Italia una presenza numerica più consistente nell’assemblea continentale. Con voto unanime del Parlamento italiano fu individuato proprio Gino Trematerra, che nel frattempo era stato eletto sindaco della città nel 2010.
Mentre la proclamazione fu fatta nel febbraio del 2011, per l’insediamento ci vollero altri dieci mesi, poiché avvenne nel dicembre dello stesso anno.


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