Assegnati i Sessantasettesimi David di Donatello: i premi del cinema italiano

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La 67ma edizione della cerimonia di consegna dei più importanti premi del cinema italiano, è tornata, dopo venti anni a celebrarsi nel tempio delle produzioni cinematografiche nostrane: Cinecittà. La serata, svoltasi il tre maggio scorso, è stata trasmessa su RaiUno e in diretta streaming su Raiplay ed è stata affidata alla ineccepibile conduzione di Carlo Conti affiancato sul palco da Drusilla Foèr (al secolo Gianluca Gori), che ha replicato l’esperienza vissuta all’ultimo Festival di Sanremo.

In palio 25 statuette riproducenti l’opera dello scultore fiorentino, per aggiudicarsi le quali i film con il maggior numero di candidature erano E’ stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino e Freaks out di Gabriele Mainetti con 16 a testa, seguiti da Qui rido io di Mario Martone con 14 e da Ariaferma di Leonardo Di Costanzo e dei Manetti Bros con 11 ciascuno. Il premio per il miglior film è andato a E’ stata la mano di Dio. Il film di Sorrentino si è aggiudicato anche i premi per la migliore regia, per la fotografia, il David giovani e quello per la migliore attrice non protagonista a Teresa Saponangelo, per il ruolo della mamma di Fabietto Schisa, alter ego di Sorrentino nella pellicola. 

Il David per il miglior attore non protagonista è stato assegnato dalla Accademia del Cinema Italiano, presieduta da Piera Detassis, a Eduardo Scarpetta, discendente diretto dell’omonimo capostipite della famiglia teatrale più importante di Napoli: Scarpetta-De Filippo. Eduardo se lo è aggiudicato per la sua performance in Qui rido io, nel quale interpreta lo zio di suo padre Vincenzo Scarpetta.

Come miglior attore protagonista è stato premiato Silvio Orlando per il suo ruolo del boss della camorra in carcere Carmine Lagioia in Ariaferma.

La sorpresa assoluta dell’intera manifestazione è stata l’assegnazione del David come miglior attrice protagonista a Swamy Rotolo, diciassettenne, non professionista, la più giovane di sempre a ricevere la statuetta, alla sua prima esperienza cinematografica nella pellicola A Chiara di Jonas Carpignano. Ha dedicato, incredula, il premio alla sua famiglia e alla sua città Gioia Tauro, nella quale è ambientato il film che chiude la trilogia di cui fanno parte Mediterranea del 2015 e A Ciambra del 2017. Swamy ha battuto la concorrenza di Miriam Leone candidata per Diabolik, Aurora Giovinazzo per Freaks out, Rosa Palasciano per Giulia di Ciro De Caro e Maria Nazionale per Qui rido io.

A Ennio, di Giuseppe Tornatore, ha vinto il David per il miglior documentario e si è anche aggiudicato i premi per il miglior montaggio e per il miglior suono, risultando cosi il terzo in graduatoria tra i film con il maggior numero di statuette preceduto da E’ stata la mano di Dio con 6 e da Freaks out con 5, i due si sono divisi ex-aequo il David per la fotografia.

Il David di Donatello alla carriera è stato attribuito a Giovanna Ralli, ottantasettenne che ha iniziato 70 anni addietro. L’Accademia ha inoltre attribuito due riconoscimenti speciali, al regista napoletano Antonio Capuano e all’attrice romana Sabrina Ferilli.

Miglior film straniero è risultato Belfast di Kenneth Branagh, miglior cortometraggio è Maestrale di Nico Bonomolo, il David degli spettatori è stato attribuito ai due youtuber italiani Sofì e Luì per Me contro te. Migliore canzone è stata giudicata La profondità degli abissi scritta e interpretata da Manuel Agnelli, per Diabolik.

Werner Altomare


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