La carezza della memoria: il nuovo libro autobiografico di Carlo Verdone.

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Bisestile o pandemico, il 2020  è stato un anno buono per Carlo Verdone: ha compiuto 70 anni e ha scritto un nuovo libro: La carezza della memoria edito da Bompiani.

Per il compleanno dice di aver ricevuto tanti bei regali, fra questi c’è anche la telefonata da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per il libro ha, addirittura, incontrato il Pontefice al quale ha omaggiato il numero zero, ricevendo in cambio la promessa della lettura.

Verdone aveva già scritto un libro nel 2012, anche questo per Bompiani dal titolo “La casa sopra i portici”, una autobiografia nella quale racconta il periodo della sua gioventù vissuta in questa casa su Lungotevere dove il padre, critico e storico cinematografico, incontrava personaggi come Fellini, Sordi, De Sica, Pasolini, Zavattini, Rossellini, da questi incontri straordinari il giovane Verdone ha attinto linfa utile al suo approccio alla carriera di regista.

Nove anni dopo, nel periodo del primo lockdown, mentre Verdone era chiuso in casa come la maggior parte degli Italiani è capitato un episodio che gli ha fatto ritrovare la voglia di tornare a scrivere: ha rinvenuto un vecchio scatolone nel quale il suo caro e compianto segretario aveva racchiuso del materiale da riordinare. Quando ha deciso di guardarci dentro, tutto il contenuto si è rovesciato e si sono sparsi sul pavimento oggetti, fotografie, appunti, disegni, vecchie agende, santini, ognuno dei quali era legato a precisi episodi della sua vita personale e professionale e gli ha fatto riaffiorare una miriade di ricordi, materiale perfetto per la stesura di un libro, anche questo autobiografico, con dedica ai figli Giulia e Paolo.

E’ una raccolta di racconti che accarezzano la memoria dello scrittore, sono momenti di vita vissuta dal regista attore: i viaggi e gli incontri in treno per le trasferte di lavoro a Torino dove registrava le puntate della trasmissione televisiva NO STOP insieme a tanti artisti esordienti della comicità italiana: Benigni, Nuti, Troisi, Arena, diretti da Enzo Trapani e dove faceva conoscere i suoi innumerevoli personaggi (Audio); la narrazione tenera e poetica di un platonico amore di gioventù con Maria, una giovane  prostituta che non sembrava tale, un incontro che potrebbe ispirare un nuovo film; i momenti trascorsi con i figli, fra i quali spicca uno spettacolo visto al circo con l’incontro ravvicinato con un elefante; la descrizione delle città alle quali è legato da Torino a Gorizia, da Siena a Roma. “Ovunque, sempre, il gusto per l’osservazione della commedia umana, l’attenzione agli altri – come sono, come parlano, come si muovono – che nutre la creazione dei personaggi cinematografici, e uno sguardo acuto, partecipe, a tratti impietoso a tratti melanconico sulla gente e sul mondo: uno tra tutti, Pasquale Ametrano di Bianco Rosso e Verdone.

Werner Altomare


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