Ornella Vanoni ci ha lasciati, una delle poche dive della canzone italiana è morta dopo 70 anni di carriera.
di Werner Altomare
Nata a Milano nel 1934, figlia di un industriale farmaceutico, ha frequentato collegi svizzeri, francesi e inglesi per imparare le lingue. Da piccola avrebbe voluto fare l’estetista, ma poi finì a studiare alla scuola di recitazione del Piccolo Teatro. Sostenne un provino a cui era presente Giorgio Strehler, di cui divenne la compagna l’anno successivo, creando scandalo: erano gli anni 50, lei aveva 20 anni, lui, sposato, 13 di più; all’epoca non c’era ancora il divorzio in Italia. Strelher scrisse per lei diversi testi incentrati sul tema della malavita plasmandole addosso il personaggio della Cantante della mala che le fece raggiungere il successo con la pubblicazione di due album.
Gli anni 60 portarono l’incontro artistico e sentimentale con Gino Paoli il quale scrisse per lei brani che cambiarono la sua impostazione e la imposero come una tra le voci più raffinate nel panorama musicale italiano. Successi intramontabili come Senza fine. Un amore, quello con Gino che durò nel tempo, nonostante Ornella si fosse sposata e avesse avuto un figlio con l’impresario teatrale Lucio Ardenzi.
Venne poi il suo periodo “brasiliano” che portò le collaborazioni con Toquinho e Roberto Carlos, da quel momento in poi la sua carriera è definitivamente decollata, portandola a lavorare con i più grandi autori e musicisti del tempo.
È salita otto volte in gara sul palcoscenico del Festival della Canzone Italiana di Sanremo: la prima nel 1965 con Abbracciami forte di Mogol, l’ultima nel 2018 con Imparare ad amarsi di Bungaro e Pacifico, arrivando a piazzarsi due volte al secondo posto e ricevendo il Premio Eleganza nel 1967, il Premio alla Carriera nel 1999 e il Premio Sergio Endrigo per la migliore interpretazione nel 2018. In altre cinque edizioni ha partecipato al Festival come ospite. Si è aggiudicata tre volte il Premio Tenco.
Il Direttore artistico del Festiva Carlo Conti ha dichiarato che la Vanoni “…era una donna piena di energia, indipendente, libera da ogni stereotipo, ironica e molto divertente. Una donna che portava ogni volta energia, simpatia e soprattutto la sua arte grandiosa e immensa.” e dunque ha annunciato che sarà doverosamente omaggiata durante la prossima edizione della kermesse musicale, insieme a Pippo Baudo e Peppe Vessicchio.
Ornella Vanoni non è stata soltanto una cantante, ma anche una apprezzata attrice di cinema, interpretando una dozzina di film, dall’esordio nel 1961 in Romolo e Remo per la regia di Sergio Corbucci, fino a 7 donne e un mistero diretta da Alessandro Genovese. Dal cinema sono state utilizzate sue canzoni come colonne sonore in diversi film: una per tutte L’Appuntamento, scelta dal regista Steven Soderbergh per la scena d’inizio di Ocean’s 12. Ha recitato molto anche in teatro, partecipando, tra le altre, alla tournee a Broadway del Rugantino nei panni della protagonista Rosetta e vincendo per due volte consecutive il Premio San Genesio come miglior attrice dell’anno, nel 1962 e 63.
Numerosi i messaggi di cordoglio giunti dai colleghi, dagli amici, dai concittadini, dalle Istituzioni e perfino dai due club calcistici di Milano. Anche il Quirinale in una nota manifesta il dolore del Presidente della Repubblica per la scomparsa di un’artista definita “intellettuale, colta e versatile, interprete raffinata”.
