Presentato il rapporto ANICA: maggiore presenza dei film italiani all’estero

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Lo scorso 17 Novembre, L’A.N.I.C.A. (L’Associazione Nazionale delle Industrie Cinematografiche) ha reso noto il rapporto, affidato a EMedia, relativo all’andamento dei film italiani sui mercati esteri; lo studio analizza le tendenze dei titoli nazionali prodotti nell’ultimo quinquennio – dal 2017 al 2021- destinati alle sale cinematografiche, alla televisione e alla distribuzione in Video on Demand.

 L’obiettivo è quello di fornire una lettura generale del fenomeno della circolazione all’estero della produzione nazionale, con stime sul numero di film che hanno ottenuto una distribuzione internazionale e sui valori economici generati.

Dai dati si evince che tra il 2017 e il 2021 i film italiani prodotti sono stati 1.130 nei tre generi principali: finzione, documentario e animazione, per una media annuale di 226 titoli. Le cifre e l’andamento del mercato negli stessi anni, nella suddivisione per “piattaforma di destinazione”, determinano che i lungometraggi per il cinema rimangono la componente di gran lunga maggiore (212 su 242). La classificazione suddivisa per macro-genere fa emergere che i titoli di finzione hanno costituito la maggior fetta di prodotto, rappresentando il 68% del totale, seguiti dai documentari, che in crescita negli ultimi anni si attestano al 31%. Uno dei pochi dati critici dell’intero lavoro è rappresentato dal numero di lungometraggi di animazione prodotti in Italia nel quinquennio osservato: solo 8, in totale, pari all’1% dell’offerta.

Il valore economico complessivo generato dalle collaborazioni internazionali sui quattro anni che vanno dal  2017 al 2020 si è attestato intorno a 92 milioni di euro: più del doppio del capitale attratto nei quattro anni precedenti (2013-2016), che era di circa 41 milioni di euro. L’incremento netto riporta un significativo +124%.

Le coproduzioni internazionali sono il principale veicolo per la circolazione del cinema italiano all’estero, la maggior parte delle quali, ben il 70%, sono state realizzate con partner europei, con in testa Francia, Germania, Svizzera, Spagna e Belgio. Il restante 30% di accordi stipulati con operatori extraeuropei sono concentrati, principalmente, nell’America Centro-Meridionale.

Nell’arco dei cinque anni esaminati, è più che raddoppiato il numero dei titoli che ha avuto una circolazione sovranazionale; si stima che quasi la metà del totale dei film prodotti sia stata oggetto di accordi con l’estero, il restante 50% riguarda la vendita di film finiti o la collaborazione con servizi Video on Demand globali.

Il Presidente dell’ANICA, Francesco Rutelli, afferma che “E’ possibile quindi ragionare, alla luce di questa ricognizione, su un mercato di espansione, che mostra segni chiari di dinamismo e una reattività positiva ai cambiamenti nelle dinamiche della domanda e all’innovazione tecnologica presentati dal mercato. Gli operatori sono stati incentivati da strumenti di grande efficacia da parte dell’Amministrazione pubblica, il Ministero della Cultura e l’Istituto per il Commercio con l’Estero, con un chiaro sviluppo delle relazioni e della forza commerciale, in perfetta sinergia con l’affermazione della qualità artistico-autoriale ed editoriale sul piano internazionale”.

Parallelamente a questa indagine è stata condotta anche 2una ricerca sperimentale sulla circolazione all’estero dei titoli italiani di catalogo, prodotti tra il 1930 e il 2016, al fine di poter illuminare anche un segmento importante dell’economia del settore, abitualmente non considerato e aggiuntivo rispetto alla produzione recente.

Werner Altomare


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