Un paese “alla storta”

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Acri, il paese “alla storta”, dove viene smantellato il centro vaccinale per fare spazio a una manifestazione di promozione gastronomica che ben avrebbe potuto trovare una diversa e altrettanto valida allocazione.
È per decisione (scellerata) dell’amministrazione comunale che le vaccinazioni subiscono, così, uno stop nei dieci giorni che precedono l’avvio delle festività natalizie, nei dieci giorni che stanno segnando un aumento repentino dei contagi con gli ospedali in emergenza e con i reparti saturi, nei dieci giorni in cui si prevede, con l’introduzione del super greenpass dal 6 dicembre, una significativa accelerazione delle prime dosi del vaccino, nei dieci giorni in cui la variante “omicron” rappresenta una nuova pericolosa minaccia.
Lo smantellamento temporaneo, per dieci giorni, del centro vaccinale di Acri in un periodo così delicato contrasta con quanto sta accadendo nel resto del Paese dove vengono aperti nuovi hub vaccinali, dove vengono riattivati quelli chiusi, dove si registra una imponente mobilitazione per garantire un Natale sicuro ai cittadini
Dire, speculativamente, che a fermarsi saranno le sole “terze dosi” è l’ennesimo insulto a una intera comunità che è ormai stanca di subire le non più tollerabili angherie di un’amministrazione che ha fallito su tutto e ormai al capolinea, che ha avuto ed ha come solo obiettivo quello di rastrellare consensi elettorali.
Alla collega Anna Vigliaturo, che ha sollevato la questione, esprimo la mia vicinanza e solidarietà per gli insulti subiti da chi vorrebbe tarpare le ali a quella parte dell’opposizione che è sempre rimasta, subendone le conseguenze, dalla parte dei cittadini.

Maurizio Feraudo, consigliere comunale di Acri


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