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Acri-Fabbricatore, la mia è stata una risposta a traditori e carbonari

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Il marchio d’infamia appiccicatogli addosso dagli ex colleghi di maggioranza a Cosimo Fabbricatore proprio non è andato giù. Così, ieri pomeriggio, nella sala giunta del Palazzo Municipale, ha convocato i giornalisti per raccontare la sua verità sul voto determinante che ha fatto cadere il sindaco Nicola Tenuta.
Un Cosimo Fabbricatore visibilmente emozionato, ma determinato a rintuzzare gli attacchi, “la mia è stata una risposta ai traditori e ai carbonari”. L’ha fatto per far fronte “all’arroganza e alla chiusura verso la libertà di questa maggioranza”.
Difende le scelte fatte, “perché dal punto di vista amministrativo non ho nulla da rimproverare all’esecutivo”, ma “da quando sono stato sfiduciato da presidente del consiglio, si era creata una situazione troppo pesante, che minava profondamente la mia dignità di uomo e politico”.
Quindi racconta di “incontri carbonari a mia insaputa. Milordo e Bruno hanno tessuto una tela contro la mia persona”. Quindi uno scatto d’orgoglio: “io rifarei tutto, anche togliere la parola a Bruno in consiglio comunale”.
Sulla scarsa qualità alla presidenza del consiglio, “chi dice questo si vada a rivedere gli ultimi due consigli comunali e faccia la differenza tra la mia conduzione e quella di Luca Roselli”.
Quindi il suo rapporto con l’ex sindaco Nicola Tenuta, “il progetto che poi ha vinto le elezioni è nato a sei mani: le mie, quelle di Tenuta e dell’ex assessore Pasquale Benvenuto. Con l’ex sindaco abbiamo condiviso gioie dolori, ma non gli posso perdonare la mancanza di autorità in occasione della mia sfiducia da presidente del consiglio. Avrebbe dovuto evitarlo”. Nel corso dell’ultimo incontro, “quando gli dissi delle mie intenzioni di dimettermi, rispose che un minuto dopo avrebbe rassegnato le sue di dimissioni”. Prima Tenuta “aveva cercato di convincermi a fare un passo indietro e mi parlò anche della possibilità di un rimpasto di giunta, ma gli dissi di non essere interessato”.
C’è spazio pure per un aneddoto sulle dimissioni con le opposizioni, “Leonardo Molinari mi aveva chiesto di firmare la sfiducia al presidente del consiglio comunale, ma risposi che non lo avrei fatto”. Dopo “sono stato io a farmi promotore dell’appuntamento davanti al notaio per chiudere questa esperienza amministrativa”.
Sulle prospettive più immediate, “alle prossime elezioni Comunali sarò della partita e chi conosce la mia passione per la politica sa che non mi posso tirare indietro”.

Da “Il Quotidiano del Sud” del 07-02-2017 Piero Cirino


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