ACRI : Il Comune, Se Necessario Pronti a Costituirci Parte Civile

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E’ ancora decisamente viva l’eco di emozione generata dall’indagine della Dda di Catanzaro, che ipotizza l’esistenza della diramazione locale di una cosca di ‘ndrangheta in grado di condizionare pesantemente l’attività amministrativa comunale, con ripercussioni anche sulla Regione, con il coinvolgimento diretto dell’assessore Michele Trematerra.
Ieri, dopo alcuni giorni di riflessione, anche per avere un quadro che quantomeno garantisse qualche sprazzo di luce in più, è arrivata la prima presa di posizione ufficiale. E’ quella che l’amministrazione comunale ha affidato un una nota stampa.
“I noti fatti di cronaca che ci hanno portato alla ribalta nazionale – vi si legge -, per vicende i cui dettagli sono stati ampiamente trattati da giornali e televisioni, non appartengono alla storia della nostra città, ma ne hanno gravemente e speriamo non irrimediabilmente intaccato l’immagine”.
Acri “ha sempre recitato un ruolo da protagonista nella vita civile e democratica della nostra Regione e nello stesso tempo è stata un modello di città tranquilla al riparo da fenomeni di malavita organizzata. Come istituzione ci prodigheremo col massimo impegno per riscattare un’immagine oggi offuscata.
Gli uffici comunali, “da quello che ci risulta, hanno fornito ampia collaborazione consegnando copia di quanto richiesto agli investigatori. Per cultura siamo garantisti e fiduciosi nel lavoro della Magistratura, ma nel contempo la nostra amministrazione si riserva, alla definizione delle indagini, di valutare le risultanze ed eventualmente di costituirsi parte civile, a tutela del buon nome della città e delle persone oneste che qui vivono e lavorano”.
Quella del Comune è stata finora l’unica voce che si è ufficialmente udita, mentre finora hanno preferito non prendere posizione associazioni di categoria e partiti politici.
La vicenda fa riferimento all’indagine della Dda di Catanzaro, che nella giornata di martedì ha portato gli agenti del reparto operativo del comando provinciale di Cosenza e della compagnia di Rende a effettuare numerose perquisizioni in abitazioni private e uffici, alla ricerca di prove che corroborassero l’inchiesta dei magistrati catanzaresi.
Oltre all’assessore regionale Michele Trematerra, sono coinvolti una quarantina tra ex amministratori e aziende, locali e non. L’ipotesi giudiziaria, che finora non ha portato all’emissione di misure restrittive, è quella dell’attività di una cosca in grado di mettere le mani sugli appalti legati all’attività del Comune, con la possibilità di accedere anche a livelli superiori.
Michele Trematerra ha chiesto e ottenuto di essere ascoltato subito dal Pm Pierpaolo Bruni e nel corso dell’interrogatorio, durato circa cinque ore, ha respinto ogni addebito.

Piero Cirino
Da “Il Quotidiano della Calabria” del 14-06-2014.


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