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Acri-M5S, il decreto Scura per Acri è una iattura

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Non si placano le polemiche sul nuovo decreto di riorganizzazione ospedaliera, firmato dal commissario Massimo Scura. Ieri nuovo intervento del Movimento Cinque Stelle, che, senza perifrasi, lo definisce per Acri una iattura.
“E’ con estrema preoccupazione – si legge in una nota – che apprendiamo la pubblicazione del decreto commissariale sulla nuova rete di assistenza ospedaliera del duo abusivo Scura – Urbani. Abusivi per il ruolo che rivestono, come è abusiva tutta la gestione commissariale della sanità calabrese. A sentirlo parlare (Scura)v – prosegue il comunicato -, ci si chiede: può quest’uomo, mite e dai modi garbati, poter fare cosi tanti “danni” alla sanità calabrese? A guardare i fatti, la risposta è sicuramente affermativa”.
In quanto alla mancata firma “da parte del Dg del Dipartimento alla Sanità, Fatarella, uomo di Oliverio, si esprime l’ipocrisia manifesta del presidente, visto che il decreto è stato “partorito” proprio dalla stesso dipartimento regionale”.
Per i pentastellati, “molte sono le illogicità e le storture in esso contenute”.
Per Acri “questo decreto è una iattura. Il reparto di Medicina passerà da cinque a quattro medici in servizio, Primario compreso. Questo significa che si rischia di non poter garantire tutti i turni di servizio, stando all’art. 14 L. 161/2014, per il quale ogni unità lavorativa dovrà riposare almeno undici ore tra un turno e un altro”.
Il laboratorio Analisi, “che Scura aveva giurato di preservare, servirà solo i ricoveri. Questo significa brusco calo delle prestazioni e spreco di risorse, visto che il personale c’è e i macchinari pure. Vi saranno anche problemi legati al trasporto dei campioni ematici in laboratori privati, con conseguente aumento dei cost”i.
Il reparto di Chirurgia “potrà fare solo interventi programmati, in Day Surgery, con medici anche esterni, nonostante le figure già presenti nello stesso reparto. Altra presa in giro, la presenza di quattro anestesisti, praticamente inutili, visto che non si possono eseguire interventi in emergenza. La Lungodegenza, è solo un palliativo, sempre che venga realizzata. L’obiettivo è chiaro: imporre una diminuzione delle prestazioni per giustificare un futuro ridimensionamento”.
Acri è un ospedale di zona disagiata, “con un Pronto Soccorso Dea1 per il Ministero, ma così non è per il commissario Scura, per il quale rientra nel novero degli ospedali di zona montana, come se questo significasse qualcosa. La politica ha fallito, come è stato ampiamente ammesso anche nell’ultimo consiglio comunale acrese. Noi aggiungiamo, che ormai la politica, anche quella acrese, è scollata dalla realtà e lontana dai cittadini, e che ormai è diventata autoreferenziale”.

Piero Cirino
Da “Il Quotidiano del Sud” del 13-03-2016.


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