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comunicato stampa

Alla ricerca di una poltrona…anzi, due

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La maggioranza, nel difendere l’ingresso di un ex consigliere di opposizione e il conseguente riassetto della giunta, parla di un Comune “risvegliatosi da un coma profondo e da un completo immobilismo”, rivendicando quanto realizzato in questi anni e annunciando la costruzione di un nuovo percorso politico per il futuro.

Parole importanti, che però meritano alcune riflessioni.

Innanzitutto, la realtà appare ben diversa: la città sta vivendo una regressione evidente, segnata da spopolamento e perdita di servizi, fenomeni che negli ultimi dieci anni hanno assunto dimensioni mai viste. Impoverimento non solo economico ma soprattutto culturale e sociale. Altro che ripresa e uscita dall’immobilismo.

E poi una domanda sorge spontanea: se davvero questa amministrazione ha rappresentato una svolta così forte e se il progetto politico è così solido e condiviso, perché oggi il rafforzamento della maggioranza passa attraverso l’ingresso di chi, fino a ieri, sedeva tra i banchi dell’opposizione, di chi ha condotto una dura battaglia politica contro questa amministrazione e si era addirittura candidato a sindaco proponendosi come alternativa?

Non si tratta di un semplice consigliere di opposizione: era il rappresentante di un progetto politico contrapposto a quello dell’attuale maggioranza, sostenuto da liste che avevano espresso una netta critica nei confronti del sindaco e dell’amministrazione uscente.

Oggi, invece, quella contrapposizione sembra superata. E non solo: la maggioranza potrebbe essere sostenuta anche da altre forze politiche, che fino a ieri non erano presenti in consiglio comunale e i cui rappresentanti attuali avevano sostenuto altri candidati alla carica di sindaco.

Viene quindi spontaneo chiedersi: siamo di fronte a una vera convergenza su un programma comune oppure all’ennesima ridefinizione degli equilibri politici?

Perché parlare di una maggioranza “coesa e stabile” appare difficile da conciliare con una storia amministrativa caratterizzata da numerosi rimpasti di giunta, cambi alla presidenza del consiglio e continui avvicendamenti negli incarichi.

Il dialogo politico è un valore e nessuno mette in discussione la possibilità di costruire nuove collaborazioni. Ma il dialogo deve essere accompagnato da chiarezza e coerenza nei confronti dei cittadini, che hanno votato sulla base di posizioni e programmi ben definiti.

La politica può cambiare, ma deve spiegare il perché delle proprie scelte.

Perché il problema non è il confronto: il problema nasce quando chi ha chiesto il consenso come alternativa finisce per sostenere proprio quella realtà politica che aveva criticato fino a ieri.

La coerenza non si proclama: si dimostra.

E allora la domanda da porsi è: chi e quanti possono davvero parlare di coerenza politica in questa città?

Anna Vigliaturo, vicesegretaria regionale Udc


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