Elezioni

Comunali, oggi si vota. Capalbo o Zanfini il prossimo sindaco

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Ancora poche ore e gli acresi conosceranno il nome del loro sindaco per i prossimi cinque anni.

La sfida è tra Pino Capalbo, la cui coalizione può contare sull’appoggio di sette liste (Partito Democratico, Pino Capalbo sindaco, Civicamente Acri, Acrinsieme, Azione con Calenda, Partito Socialista Italiano e Articolo Uno) e Natale Zanfini, con un raggruppamento di sei liste (Acri futura, Cambiamo Acri, Moderati per Acri, Acri bellissima, Acri.0 e Uniti centro e periferie).

Al primo turno, due settimane fa, Pino Capalbo ottenne 5719 voti, pari al 49,60% e mancò la vittoria per 39 preferenze; le sue liste hanno raggiunto la maggioranza assoluta, con 5803 voti, che corrispondono al 51,64%, e hanno già quella in consiglio comunale, comunque vada, con nove consiglieri già eletti su sedici.

Natale Zanfini ha invece messo insieme 4580 voti, cioè il 39,72%; le liste che lo sostengono 4443, vale a dire il 38,53%.

Tra i due vi sono più di mille voti di differenza e circa il 10%, ma oggi si parte da zero.

Al ballottaggio non è arrivato Angelo Giovanni Cofone, che era il candidato di “Alternativa per Acri”, cioè Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle, che non ha siglato alcun accordo di apparentamento e ha rimarcato la sua equidistanza dai due candidati.

Le sorti della contesa possono dipendere, oltre che dalla capacità di Capalbo e Zanfini di motivare i rispettivi elettorati, anche dall’atteggiamento degli oltre 1200 elettori che al primo turno hanno accordato il loro sostegno a Cofone.

Due domeniche fa si recarono alle urne 11713 acresi, su 20420 aventi diritto, cioè il 57, 36%, in flessione rispetto al 60,06% del 2017.

Sono trentacinque, tra centro cittadino e periferie, le sezioni elettorali in cui le urne saranno aperte dalle ore 7:00 alle 23:00, subito dopo inizieranno le operazioni di scrutinio.

Tra le curiosità emerse in seguito ai dati del primo turno, si registra, nelle due ipotesi relative agli scenari del prossimo consiglio comunale, la presenza scarsa di donne tra i banchi di Palazzo Sanseverino-Falcone, sede della sala consiliare.

In caso di vittoria di Pino Capalbo, saranno due (Franca Sposato e Anna Cecilia Miele, entrambe assessori uscenti), non ce ne sarà nessuna qualora a prevalere dovesse essere Natale Zanfini.

Da quando c’è l’elezione diretta del sindaco, in una sola circostanza, nel 1994, vi è stata una vittoria al primo turno, quella di Pasquale Zanfino, nelle sei restanti occasioni si è reso necessario il ballottaggio e in tra casi su sei, quindi la metà, ha vinto chi era in vantaggio nella prima tornata. In altrettante consultazioni ha invece prevalso chi al primo turno era dietro.

In una sola circostanza, nel 2000, vi è stato un accordo siglato ufficialmente, un apparentamento tecnico, tra il primo turno e il ballottaggio, quello tra Nicola Tenuta, del centro-destra, e Raffaele De Vincenti, di Rinascita Democratica Popolare.


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