Fare opposizione nel nostro Comune è un percorso a ostacoli: per la seconda volta costretto a rivolgermi al Prefetto
Fare opposizione nel nostro Comune è diventato un percorso a ostacoli. E non per la difficoltà di affrontare le questioni amministrative, ma per quella, ben più singolare, di riuscire persino a ottenere i documenti necessari per farlo.
C’è un punto che, al di là delle singole vicende amministrative, merita di essere chiarito: se per esercitare il proprio ruolo di consigliere comunale e svolgere la funzione di controllo diventa necessario rivolgersi ripetutamente al Prefetto, significa che esiste un problema che non può essere liquidato come una semplice difficoltà burocratica.
Questi i fatti: il 12 agosto il sottoscritto ha richiesto al Comune copia di documenti necessari allo svolgimento del proprio mandato. La documentazione è stata trasmessa soltanto il 16 settembre (oltre un mese dopo, sic!), solo dopo aver segnalato la vicenda al Prefetto, e peraltro in maniera incompleta. Nella stessa data sono stati richiesti ulteriori atti relativi alla medesima vicenda. Da allora, nonostante sia abbondantemente decorso il termine previsto e trascorso esattamente un altro mese, la documentazione mancante non è arrivata.
Per la seconda volta in poche settimane, dunque, si è reso necessario chiedere l’intervento del Prefetto.
Questo è ciò che accade quando si cerca di svolgere il proprio ruolo di consigliere comunale e di fare opposizione in maniera seria, puntuale e determinata.
Ma perché rendere così complicato ottenere documenti pubblici? Perché atti che un consigliere comunale ha diritto di acquisire nell’esercizio del proprio mandato sembrano diventare così difficili da raggiungere? E, soprattutto, come si spiega il fatto che, nei confronti del sottoscritto, si registri con una frequenza ormai difficilmente giustificabile questo tipo di ritardo nell’accesso agli atti? Si tratta davvero, ogni volta, di semplici coincidenze e difficoltà organizzative oppure è necessario interrogarsi sul rischio che, nei fatti, l’attività dell’opposizione venga resa più difficile?
A volte si ha l’impressione che la Casa Comunale sia circondata da un muro invalicabile e per ottenere semplici documenti si debba compiere un’impresa, tra attese, solleciti e difficoltà che si accumulano, eppure non si sta chiedendo un favore, né un trattamento di riguardo: si sta esercitando un diritto previsto dalla legge.
Alla faccia della trasparenza!
Il problema, naturalmente, non riguarda solo il singolo caso, ma si inserisce in una questione ben più ampia: garantire il controllo democratico dell’Ente. Perché fare opposizione non significa soltanto esporsi pubblicamente: dietro ogni iniziativa c’è un lavoro di studio, verifica e approfondimento degli atti che spesso resta lontano dai riflettori. E se anche ciò viene rallentato dalla difficoltà di ottenere la documentazione, l’attività di controllo dell’opposizione finisce inevitabilmente per essere compromessa.
Ovviamente, il sottoscritto qualche domanda sulle ragioni di queste continue difficoltà se l’è posta e, inevitabilmente, è giunto anche a qualche risposta. Saranno però i cittadini, conoscendo i fatti, a trarre le proprie conclusioni sul perché, per ottenere semplici documenti pubblici, si debba arrivare a tutto ciò.
La responsabilità del tempestivo riscontro alle richieste ricade innanzitutto sugli uffici comunali competenti. Ma c’è anche una questione istituzionale che non può essere ignorata.
Il Presidente del Consiglio comunale è stato formalmente informato di quanto stava accadendo ed è stato richiesto il suo intervento. Eppure, ad oggi, non risulta alcuna iniziativa concreta a tutela delle prerogative consiliari del sottoscritto.
Il Presidente dovrebbe essere il garante dell’intero Consiglio, non soltanto di una sua parte e di fronte a una richiesta di intervento su una questione del genere, l’inerzia istituzionale è difficile da comprendere.
Nella giornata odierna è stata, inoltre, depositata un’interrogazione al Sindaco, affinché chiarisca quali iniziative intenda assumere per affrontare quanto accaduto, come intenda intervenire sui casi che hanno riguardato il sottoscritto nelle ultime settimane e quali misure intenda adottare per evitare che simili situazioni si ripetano.
Tanto in quanto il controllo dell’opposizione non è un fastidio da sopportare né un ostacolo all’attività amministrativa, bensì una componente essenziale del funzionamento democratico di un’istituzione e chi ricopre ruoli istituzionali e amministrativi di responsabilità dovrebbe garantire il rispetto delle prerogative di tutti, a maggior ragione di chi è chiamato a controllare l’operato della maggioranza.
Il confronto politico può essere duro, le posizioni possono essere profondamente diverse e l’opposizione può essere incisiva, ma il confronto deve svolgersi nel rispetto delle regole e degli strumenti che la legge riconosce ai consiglieri comunali. Altrimenti, più che in un Comune democratico, finiremmo per sentirci in Corea del Nord. E, francamente, per fare opposizione, le difficoltà di Acri sono già più che sufficienti!
In ogni caso, il sottoscritto continuerà a fare la propria parte, come ormai da 4 anni: continuerà a chiedere gli atti, a studiarli, a verificare l’operato dell’Amministrazione e a porre all’attenzione del Consiglio e della comunità le questioni che riterrà meritevoli di approfondimento, senza arretrare di fronte alle difficoltà, ma pretende di poter esercitare, senza ostacoli, il mandato ricevuto.
Perché se per fare opposizione, conoscere gli atti e svolgere il proprio mandato è necessario rivolgersi ripetutamente al Prefetto, allora il problema non è più soltanto amministrativo. È un problema istituzionale.
Avv. Nicola Feraudo
Consigliere comunale di Acri
