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comunicato stampa

Ospedali di montagna, il sindaco di Acri applaude la proposta Succurro dimenticando quella dei cittadini

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L’associazione LACA, parte del comitato “La Cura”, interviene sul post con cui il sindaco di Acri, Pino Capalbo, ha espresso «grande apprezzamento» per l’avvio dell’iter in Commissione Sanità della proposta di legge della consigliera regionale Rosaria Succurro sugli ospedali delle aree montane.

Il Sindaco scrive che garantire servizi e diagnostica sul territorio “non è una questione politica, ma un diritto fondamentale per tutti i cittadini”. Condividiamo ogni parola. Proprio per questo non capiamo come abbia potuto dimenticare che a Palazzo Campanella esiste già una proposta di legge di iniziativa popolare, nata dal basso e scritta da cittadini, che riguarda lo stesso ospedale di Acri.

La proposta del comitato “La Cura” prevede l’istituzione dell’Azienda ospedaliera unica regionale dei Presidi ospedalieri di zona montana di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli, con la configurazione di ospedali di rete Spoke. Le firme sono state raccolte e il testo è stato depositato al Consiglio regionale il 15 luglio 2026. Con la deliberazione n. 97 del 7 agosto 2026, l’Ufficio di Presidenza lo ha dichiarato ammissibile all’unanimità dei presenti. Oggi attende di essere calendarizzato in Commissione Sanità.

Anche noi invochiamo il sostegno di “tutto il Consiglio regionale” e la collaborazione “per il bene della comunità”. Ma la comunità, in questa storia, ha già fatto la sua parte: ha firmato, si è mobilitata e ha depositato un testo. Il nostro impegno in questo campo, lo ricordiamo, dura da oltre 10 anni, e ci ha portato a formulare in autonomia una PdL, alla quale la politica locale non ha partecipato. Facciamo pertanto un plauso a tutti i cittadini che hanno collaborato e si sono impegnati per la raccolta di oltre 12.000 firme. Ci dispiace che il sindaco di Acri non abbia trovato il tempo per ringraziare quei cittadini, che hanno per anni perorato la causa del nosocomio cittadino contro il suo depotenziamento, riconoscendo nel contempo il valore dell’iniziativa quando arriva da una consigliera regionale.

La LACA tiene a chiarire che non intende alimentare contrapposizioni. Non è in discussione il merito di chi lavora per rafforzare gli ospedali montani, ed è positivo che il tema sia arrivato in Commissione. Ma la sanità delle aree interne non può diventare un tema da intestarsi: nessuna proposta ha diritto a un’esclusiva.

La LACA chiede dunque:

che la proposta di legge di iniziativa popolare sia calendarizzata senza ulteriori ritardi in Commissione Sanità;

che le due proposte siano esaminate in modo congiunto, con audizione dei promotori del comitato, perché il confronto avvenga alla pari e non a senso unico;

La sanità e il diritto alla salute non sono una questione politica, e nemmeno una questione di bandiera. Se tutti vogliono davvero difendere l’ospedale di Acri, c’è spazio per tutte le proposte, a cominciare da quella che i cittadini hanno già depositato.

Associazone Laca


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