ACRI: Pochi No Contro la Privatizzazione dei Rifiuti

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Alcune centinaia di cittadini, sette – ottocento circa, volendo essere magnanimi, ieri mattina hanno preso parte alla manifestazione pubblica contro la privatizzazione della gestione dei rifiuti.
Francamente, se la si vuole misurare con il metro della partecipazione, ci si aspettava qualcosa in più. L’iniziativa era stata promossa da un comitato civico spontaneo, con l’adesione ufficiale di Cna, Dafne, Confcommercio, Unsic, Partito Democratico, Giovani Democratici e Sinistra Ecologia e Libertà.
Al netto della presenza preponderante degli studenti, la partecipazione è stata deludente e i motivi di questo dato vanno indagati con animo sereno.
Qualche errore in fase organizzativa certamente c’è stato, ma non basta a spiegare perché anche la base rappresentata dalle associazioni che hanno dato la loro adesione fosse in larga parte assente e perché sia mancata quella sensibilità individuale su cui gli organizzatori puntavano.
Ci si è dati appuntamento nella centralissima Piazza Sprovieri, quindi il corteo si è snodato lunghe le vie principali del centro cittadino, intonando slogan contro la privatizzazione e a favore della differenziata, con bandiere di partiti e associazioni partecipanti e cartelli che promuovevano un diverso modo di gestione di raccolta e smaltimento dei rifiuti, rispetto a quello votato dal consiglio comunale, che ha approvato, con i voti della sola maggioranza, il capitolato d’appalto per la esternalizzazione del servizio.
La manifestazione si è conclusa in Piazza Principessa di Piemonte, in cui sono stati ulteriormente sottolineati i motivi della protesta.
Alla vigilia dell’iniziativa, l’amministrazione comunale aveva attaccato “Pd e Sel, che hanno organizzato una manifestazione contro la privatizzazione del servizio” e che “rappresentano poi un anacronismo ideologico unico in Italia”.
Per il Comune, “l’origine della disastrosa emergenza rifiuti, oltre alle sciagurate politiche regionali e commissariali degli ultimi vent’anni, è riconducibile alla mancata attivazione della raccolta differenziata da parte dei Comuni”.
Nel 2003 “il sindaco Tenuta ne aveva dato l’avvio, affidandone la gestione alla Vallecrati, precorrendo i tempi e con discrete percentuali di raccolta. Nel 2007 i lungimiranti amministratori del tempo hanno pensato bene di sospendere definitivamente l’esperienza e mandare tutti i rifiuti in discarica.
La disastrosa amministrazione Trematerra-Maiorano – è ancora scritto nella nota – ha continuato a puntare sula politica della discarica, ignorando le direttive e i bandi di finanziamento regionale per l’avvio o il potenziamento della raccolta differenziata nei Comuni e raggiungendo il record di 10.000 tonnellate di rifiuti prodotti nel 2012 con una spesa di 3 milioni e 200 mila euro”.

Piero Cirino
Da “Il Quotidiano della Calabria” del 13-04-2014.


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