Il nuovo film di Steven Spielberg dal 10 giugno al cinema. Disclosure Day nei racconti dei protagonisti.
di Werner Altomare
Il film realizzato con un budget di circa 115 milioni di dollari è stato scritto da David Koepp, partendo da un soggetto del regista, ed è interpretato da grandi attori fra i quali Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth nei ruoli principali. A mettere in moto la storia è Daniel (O’ Connor) giovane esperto di cyber sicurezza che lavora per una agenzia che custodisce i segreti legati alle visite aliene sulla Terra. Quando questi decide di rivelare la verità a tutti, si scatena contro di lui una caccia all’uomo guidata dal suo capo (Colin Firth) per cercare di fermarlo. Daniel trova però un’inaspettata alleata in Margaret (Emily Blunt) meteorologa ed ex giornalista, legata all’uomo da un evento avvenuto quand’erano bambini. Proprio lei si trova a diventare anche uno strumento usato dagli alieni per comunicare.
“Margaret si trova a vivere qualcosa di spaventoso, quando sente che la sua mente non le appartiene più” sottolinea la Blunt. “Sente di essere guidata da un’ossessione e non sa come sfruttare quella sorta di superpotere che si trova ad avere: una straordinaria empatia. Il bello dei personaggi principali nei film di Spielberg è che diventano eroi coinvolgenti perché sono come noi. Ci identifichiamo in loro, nelle loro paure e i loro trionfi” chiosa l’attrice. “L’empatia è una forza che abbiamo, ma richiede la capacità di mostrarci vulnerabili, per far sì che emerga. Questi personaggi ci rispecchiano” aggiunge il regista. Il film, per lui “è come un tracciato su cui ha luogo un inseguimento continuo. Lungo il percorso i personaggi fanno molte scoperte che non si aspettano su sé stessi, sugli altri e sulla possibilità che un tempo possa davvero avvenire un giorno di rivelazione“. Per Josh O’ Connor il film è molto attuale: “C’è una sorta di ossessione per le teorie del complotto, soprattutto in materia di possibili contatti con alieni”.
Nella narrazione, comunque, non è tanto il timore degli alieni a emergere, quanto quello legato alle decisioni che gli esseri umani sono chiamati a prendere.
“Non si tratta di trovare speranza negli alieni, naturalmente, ma di trovare speranza nell’altro, nell’umanità intera, cercare di capire le cose che ci uniscono e quelle che ci separano, cosa che manca ora più che in altri momenti della storia. Secondo me, e si vede nel film, ci manca l’empatia: è proprio questo che mi ha spinto a iniziare a scrivere questa storia nel 2023. Pur non essendo un sequel di Incontri ravvicinati del terzo tipo, Disclosure Day si ricollega a quel film quando tocca il tema dei tentativi del governo Statunitense di nascondere la verità sugli alieni e le risposte ai grandi misteri. Io sono convinto che questi personaggi in realtà siamo noi, anche se lei è una meteorologa e lui uno specialista di sicurezza informatica.”
