Platea

Celebrati a Roma i cento anni dalla nascita di E.B. Clucher

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Enzo Barboni era nato il 10 Luglio 1922 in un vicolo di Campo Marzio a Roma, a due passi dal Parlamento. Da giovane si è appassionato al cinema che respirava a casa grazie al padre Leonida, grande direttore della fotografia, vincitore di due Nastri d’Argento, prediletto da Anna Magnani. Barboni, conosciuto con lo pseudonimo di E.B. Clucher (Clucher era il cognome della nonna materna) è stato ricordato a cento anni dalla nascita e a venti dalla morte, dal suo unico figlio Marco Tullio, in collaborazione con la Città di Roma, nella prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio, dove sono stati esposti e proiettati fotografie e filmati (per lo più inediti) appartenenti all’archivio privato di una delle famiglie di cinema più importanti in Italia. Sono stati anche letti brani dal libro Matusalemme Kid. Alla scoperta di un cuore bambino che Marco Tullio ha dedicato al padre.

La quarta generazione della famiglia è rappresentata dalla giovane, già molto apprezzata e premiata, Ginevra Barboni, figlia di Marco Tullio, ritenuta da Black Lab film Co. una tra i cinquanta registi più promettenti al mondo, la quale, nell’occasione, ha presentato in anteprima assoluta il teaser del film documentario Ogni giorno trovato. Mio nonno in arte E.B. Clucher.

Marco Tullio ha ripercorso la vita artistica di Enzo Barboni ricordando che ha cominciato a lavorare nel mondo del cinema con i cinegiornali nel Genio dei Cinematografisti sul fronte Russo; esperienza, questa, traumatizzante che ha segnato molto la sua formazione e la sua visione del mondo. Poi l’amore per la fotografia facendo tutta la trafila: dall’assistente operatore all’operatore di macchina al direttore di fotografia instaurando una importante collaborazione con Sergio Corbucci.

La sua carriera da regista è cominciata nel 1970 quando Manolo Bolognini produttore, ex calciatore, fratello del regista Mauro, gli affidò la direzione di un western dal titolo Ciakmull, l’uomo della vendetta. All’epoca, però, il genere western era molto violento e sanguinario e non piaceva a Barboni, così decise di scrivere la sceneggiatura per un film western ma tutt’altro che violento, in completa antitesi ai clichè del genere: a tratti addirittura faceva anche ridere. Lo intitolò Lo chiamavano Trintà… diventato un cult ancora visto a distanza di cinquanta anni e creando, di fatto, la coppia Bud Spencer-Terence Hill, che poi diresse ancora in …Continuavano a chiamarlo Trinità, I due superpiedi quasi piatti, Nati con la camicia e Non c’è due senza quattro.

Da quel momento la sua carriera ha avuto la svolta portandolo ad incontrare e a lavorare con importanti artisti, da Totò a De Sica, da Kirk Douglas a Stanley Kubrik, passando per William Wyler, Sophia Loren e numerosi altri. Nonostante questo lui amava definirsi un Artigiano del cinema e gli piaceva quando i suoi collaboratori lo chiamavano Er Sor Enzo, anziché Maestro.

A conclusione dell’evento in Campidoglio è stata consegnata la Medaglia Capitolina alla memoria al figlio Marco Tullio e alla nipote Ginevra ed è stato annunciato l’avvio dell’iter per la intitolazione di una strada della Capitale al regista Romano.

Werner Altomare


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