Il lungo viaggio, film biografico su Franco Battiato, arriva al cinema come evento speciale in proiezione solo il 2, 3 e 4 febbraio.
di Werner Altomare
Il primo film che celebra la vita e le passioni di uno dei più grandi artisti della musica italiana. Un racconto intimo e visionario, in cui la musica diventa il linguaggio di una tensione costante verso il trascendente. Il racconto del viaggio di Battiato incomincia dalla sua infanzia in Sicilia, dove già da bambino avverte una inarrestabile propensione e un forte desiderio di fare musica, ma l’impostazione patriarcale che vige in famiglia non gli consente di assecondarla. Imprigionato da questa situazione, decide di cercare la sua strada altrove, amorevolmente sostenuto dalla madre Grazia, figura importantissima nella vita dell’artista. Seguiamo, cosi, Il lungo viaggio, non solo fisico, ma soprattutto artistico, del giovane Battiato dalla sua isola alla Milano negli anni Settanta, esplorando i momenti cruciali del cammino verso il successo.
Dal carattere riservato, all’inizio Battiato vuole dare spazio alla voglia di fare musica solo per sé stesso con momenti di sperimentazione, a volte estrema, non preoccupandosi del successo. Ma al rientro da un viaggio mistico in Tunisia e sollecitato dai suoi produttori, si convince che è il momento di virare verso una traiettoria più commerciale. Nasce così l’album La Voce del Padrone che gli dona la consacrazione. Questo però, non lo allontana dalla sua profonda ricerca esistenziale che lo accompagnerà per l’intera vita.
La direzione del film è stata affidata al regista Renato De Maria che in occasione della proiezione per la stampa ha dichiarato: “È un film musicale, ma è anche un film su un artista che è riuscito a sperimentare costantemente e a lavorare sui linguaggi in una maniera incredibile. Dovrebbe essere un esempio per tutti gli artisti che adesso affrontano non solo la musica ma un qualunque tipo di linguaggio. Lui ha sempre scelto di sperimentare e di contraddirsi, e io ho cercato di accostare tutte queste identità che lui ha voluto indossare con la sua grande libertà”.
Nella stessa occasione, Monica Rametta, che ha scritto la sceneggiatura ha detto: “È un film pensato con una serie di regole che nella vita di Franco non ci sono. Non ha una vita particolarmente spettacolare. Non c’è una storia d’amore, non ci sono incidenti drammatici, non c’è niente. Però, scavando, ho pensato che fosse un’occasione per fare un racconto che potesse toccare delle corde che non sono comuni e che potesse essere un viaggio da fare per me, come sceneggiatrice, e per chi poi lo vedrà”
A vestire i panni del cantautore catanese un superbo Dario Aita, palermitano, già diretto da De Maria nei suoi debutti cinematografico e televisivo: La prima linea e Il segreto dell’acqua, il quale in questa occasione ha sfoggiato una prestazione molto convincente, sottolineata anche da Grazia Cristina Battiato, nipote di Franco, la quale ha dichiarato che Aita è riuscito a cogliere l’essenza del cantante. Nel cast anche Simona Malato una meravigliosa Grazia, mamma del cantautore, Elena Radonicich che è la scrittrice svizzera Fleur Jaeggy, Ermes Frattini che è il compositore Juri Camisasca, Giulio Davanzati che è Giusto Pio e Nicole Petrelli nei panni di Giuni Russo; sono le persone più importanti nella vita di Franco Battiato. De Maria scopre, anche, un dettaglio celato: Anna Castiglia è “la ragazza triste che guarda in macchina”, immagine che si ripropone nei videoclip del cantautore, volto misterioso che ha accompagnato nel tempo le sue note. A Dario Aita, bisogna anche riconoscere una bravura musicale: tutte le canzoni del film, infatti, sono interpretate da lui.
Il lungo viaggio è co-prodotto da Rai Fiction e Casta Diva Production, distribuito nei cinema italiani da Nexo Studios, dove potrà essere visto nei soli giorni 2, 3 e 4 febbraio. Ma se non fate in tempo, non preoccupatevi, potrete guardarlo presto su Rai1 e RaiPlay.
