Il regista Giuseppe Tornatore compie 65 anni

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Nato a Bagheria in provincia di Palermo, il 27 Maggio del 1956, figlio di Peppino, sindacalista, qualche giorno fa il regista Giuseppe Tornatore ha compiuto 65 anni. Da giovanissimo si appassiona alla fotografia con discreto successo; si avvicina, poi, al teatro e ancora sedicenne, mette in scena con una piccola compagnia opere di De Filippo e Pirandello. Nel 1979 avvia la sua collaborazione con la Rai Radio Televisione Italiana, per la quale firma lavori documentaristici sulla Sicilia e su personaggi siciliani illustri: Brancati, Guttuso, Pirandello, Verga, Sciascia, firmandosi Peppuccio Tornatore.

La sua attività nell’ambito del cinema comincia nel 1984 quando co-produce con la cooperativa di cui è presidente il film diretto da Giuseppe Ferrara Cento giorni a Palermo di cui è anche co-sceneggiatore, oltre che regista della seconda troupe. Nel film vengono ripercorsi i cento giorni trascorsi nel capoluogo siciliano dal Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato dalla mafia, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro, il 3 Settembre del 1982.

Il suo debutto come regista cinematografico avviene nel 1986, quando dirige Ben Gazzara ne Il camorrista, tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Marrazzo, ispirato alla figura di Raffaele Cutolo, fondatore e capo indiscusso della nuova camorra organizzata. La pellicola gli vale il Nastro D’Argento e il Globo d’Oro al miglior regista esordiente.

Il successivo incontro con il produttore Franco Cristaldi, gli offre l’occasione di scrivere e dirigere Nuovo cinema Paradiso che gli da la consacrazione internazionale, vincendo il premio Oscar per il miglior film straniero e anche il Premio della Giuria al Festival del cinema di Cannes, oltre che il Golden Globe e il BAFTA.

Successivamente dirige Marcello Mastroianni in Stanno tutti bene, Gerard Depardieu e Roman Polanski in Una pura formalità, Sergio Castellitto ne  L’uomo delle stelle, che oltre ad aggiudicarsi il Nastro D’Argento per la regia e il Premio della Giuria al Festival del cinema di Venezia, ottiene la candidatura agli Oscar fra i migliori film non in lingua Inglese. Ha diretto, ancora, Tim Roth ne La leggenda del pianista sull’oceano, tratto dal monologo teatrale di Alessandro Baricco; Monica Bellucci in Malena; Michele Placido e Ksenia Rappoport in La sconosciuta, quest’ultimo scelto per rappresentare ancora una volta l’Italia agli Oscar.

Nel 2009 ha girato Baaria (nome dialettale del suo paese di nascita Bagheria), nella cui trama c’è tanto di autobiografico. Molti dei suoi film Tornatore ha scelto di narrarli e girarli nella sua Sicilia e in molti dei suoi film il regista ha lavorato in collaborazione con il Maestro Ennio Morricone che ha composto le colonne sonore.

Nel 2013 dirige La migliore offerta con Geoffrey Rush che arrivava dalla candidatura all’Oscar come miglior attore per la sua performance ne Il discorso del Re. La sua ultima regia risale al 2016 ne La corrispondenza con Jeremy Irons e Olga Kurylenko, che narra la storia d’amore a distanza tra un professore e una giovane studentessa universitaria, che è valso a Tornatore un altro David di Donatello e la candidatura a Morricone per la colonna sonora.

Nel 2004 è stato insignito dell’onorificenza della Medaglia d’Oro per la cultura dalla Repubblica Italiana.

Auguri Tornatore, messaggero dell’arte e della cultura italiana nel mondo!

Werner Altomare


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