Jovanotti ad Acri, un’occasione da cogliere per la città
La presenza di Jovanotti e della sua carovana ad Acri, prevista nell’ambito del Jova Giro, rappresenta un’occasione particolare per la nostra città, non soltanto per la notorietà dell’artista, ma soprattutto per il significato che questa esperienza porta con sé.
Il viaggio che Jovanotti sta compiendo in bicicletta attraverso l’Italia racchiude infatti una serie di valori che meritano di essere riconosciuti e condivisi: la socialità, la condivisione, la mobilità sostenibile, il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione dei territori.
Attraversare l’Italia in bicicletta significa scegliere un modo diverso di viaggiare. Significa percorrere strade secondarie, attraversare borghi e aree interne, entrare in contatto con le comunità e osservare territori che, viaggiando lungo le grandi arterie, rischierebbero di rimanere invisibili.
È anche un modo per raccontare un’Italia diversa, fatta non soltanto delle grandi città e delle destinazioni turistiche più conosciute, ma di piccoli centri, paesaggi, tradizioni e comunità. E oggi Acri entra, seppur per una tappa, all’interno di questo racconto.
Proprio per questo ho ritenuto che la presenza del Jova Giro non dovesse essere considerata dal Comune come un semplice evento di passaggio, ma come un’opportunità da cogliere e trasformare in un momento di promozione della nostra città.
Ho quindi formalmente chiesto al Presidente del Consiglio comunale e all’intera amministrazione la convocazione di un Consiglio comunale straordinario e urgente, possibilmente da tenersi in piazza o comunque in uno spazio pubblico, così da coinvolgere la cittadinanza e rendere l’iniziativa un momento di partecipazione collettiva.
La proposta è quella di invitare Jovanotti a partecipare alla seduta e di conferirgli una targa simbolica a nome della comunità acrese, quale segno di riconoscimento per il progetto che sta portando avanti e per i valori che, attraverso il suo viaggio, sta contribuendo a diffondere.
Non si tratterebbe semplicemente di celebrare un artista famoso. Il significato sarebbe, piuttosto, quello di riconoscere un’esperienza che mette al centro la bicicletta come strumento di socialità e mobilità sostenibile e, allo stesso tempo, il viaggio come occasione per conoscere e valorizzare i territori.
Acri ha una storia, un patrimonio culturale e paesaggistico e una comunità che meritano di essere raccontati. L’arrivo della carovana può quindi rappresentare un’occasione per mostrare queste peculiarità a chi arriverà in città e, attraverso i contenuti e la visibilità che accompagnano il Jova Giro, anche a un pubblico molto più ampio.
I tempi sono stretti, perché la tappa è prevista proprio nella giornata di oggi, ma credo che sia doveroso, da parte delle istituzioni, provare a cogliere le opportunità quando si presentano.
Al di là delle appartenenze politiche, iniziative di questo genere possono diventare momenti nei quali l’intera comunità si riconosce e lavora insieme per promuovere il proprio territorio.
L’auspicio è quindi che la proposta possa essere valutata con tempestività e che Acri possa accogliere Jovanotti non soltanto come una delle tante tappe del suo viaggio, ma come una comunità capace di aprirsi, partecipare e raccontare se stessa.
Avv. Nicola Feraudo
Consigliere comunale di Acri
